4 maggio

Una nuova Corea per una nuova Asia

foto di gruppo delle squadre della Corea del Nord e del SudSull”Asia soffia un vento nuovo, che porta ad attutire le tensioni regionali. Ne avevamo accennato in altra nota, spiegando che è una conseguenza del riavvicinamento tra le due Coree e della crescente influenza cinese nel Continente.

Lo sviluppo economico del Dragone da una parte è motivo di conflittualità, data anche la pressione sui Paesi limitrofi da parte degli Stati Uniti che ne temono la concorrenza.

E però la crescita del Dragone crea anche coesione, dal momento che la prosperità cinese è fattore di sviluppo per tutta l’Asia, grazie agli scambi commerciali sempre più intensi.

Corea del Nord e del Sud: storica pace per una nuova Asia

Da questo punto di vista, avevamo anche accennato come la riconciliazione tra Seul e Pyongyang apra nuove opportunità alla Cina, la vera vincitrice di questa partita.

Mentre il Giappone, storico antagonista di Pechino, rischia di restare col cerino in mano. Ecco, la novità sta appunto nel nuovo atteggiamento di Tokio sulla questione coreana.

Constatato che Trump è determinato a suggellare la pace con Pyongyang, che gli consegnerebbe un successo vitale in un momento di affanno, il premier nipponico Shinzo Abe ha dismesso i panni del “guastatore” e sembra intenzionato a entrare nella nuova partita asiatica.

Di questi segnali distensivi è esempio, seppur accennato, la dichiarazione congiunta dei ministri delle Finanze di Cina, Giappone e Corea del Sud, che hanno sottolineato l’importanza dello storico vertice tra i leader di Pyongyang e Seul, una “speranza per i futuri progressi nella riduzione delle tensioni geopolitiche nella regione“.

E, insieme, hanno espresso la loro disapprovazione verso il protezionismo economico (JapanTimes). Un documento, quindi, contro la nuova dottrina economica degli Stati Uniti, che pure fanno asse con Tokyo in funzione anti-cinese.

Ma a creare altri interessi comuni può essere lo sviluppo della Corea del Nord, che nel caso siano rimosse le sanzioni apre opportunità.

Se ne avvantaggerà la Cina, certo, storico alleato di Pyongyang, come anche la Corea del Sud.

Cina e Giappone, antagonisti convergenti

Un nuovo sviluppo nordcoreano, scrive il Global Times, potrebbe anche offrire a Pechino l’opportunità di aprire nuovi canali con il Giappone, favorendone la partecipazione alla torta coreana.

È anche In questa nuova prospettiva che va letto l’invito di Xi Jinping al premier giapponese a riportare le relazioni tra i due Paesi sulla “giusta strada”.

Il fatto che quest’anno ricorra il “40 ° anniversario della firma del Trattato di pace e amicizia tra Cina e Giappone” è un’occasione in tal senso, come da risposta di Abe al suo interlocutore (Xhinua).

Sempre riguardo il Giappone, val la pena accennare al viaggio di Abe in Israele e Palestina.

Nel colloquio con il suo omologo israeliano, Benjamin Netanyahu, il premier giapponese ha affermato tre cose: (1) la necessità di conservare il trattato sul nucleare iraniano; (2) il Giappone non sposterà la propria ambasciata a Gerusalemme se non dopo la risoluzione dello status  palestinese; (3) gli insediamenti israeliani in terra palestinese vanno tenuti “sotto controllo” (Timesofisrael).

Si tratta di raccomandazioni in linea con la posizione della Ue, ma anche con quella di Pechino, che quindi anche sulla questione mediorientale risulta più vicina a Tokyo di quanto non sia Washington.

Non si tratta di vedere ireniche affinità elettive tra Cina e Giappone laddove non ci sono.

Solo evidenziare che le criticità tra i due Paesi, che in passato hanno rischiato il conflitto (vedi la contesa sul Mar cinese meridionale) sembra che vadano ad affievolirsi.

Nota a margine. Val la pena accennare, infine, a proposito del processo di pace intercoreano, a quanto avvenuto al campionato mondiale di Ping Pong in  Svezia.

Ai quarti di finale, che vedevano contrapposte le due Coree, le due squadre hanno chiesto di potersi unire in un’unica rappresentativa, così da sfidare, congiunte, il Giappone in semifinale.

Una proposta che ha suscitato la standing ovation del pubblico presente. La diplomazia del ping pong è cosa seria se anche Kissinger la usò per riavvicinare la Cina agli Stati Unti (nella foto in alto: le squadre coreane di ping pong).

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