28 aprile

Xi e Modi: l’incontro dei leader di mezza umanità

Mentre il mondo guarda, giustamente, allo storica riconciliazione inter-coreana qualcosa di forse più imponente per i destini del mondo accade in Cina, dove si incontrano Xi Jinping e Nerendra Modi, a Wuhan, città nel cuore del Dragone. Un vertice informale di due giorni, “unico nel suo genere tra i due Paesi”, commenta l’agenzia stampa cinese Xhinua.

Infatti, nonostante si siano incontrati in diversi vertici, è la prima volta che il presidente cinese e quello indiano, che rappresentano la metà della popolazione mondiale, danno vita a un incontro bilaterale che dovrebbe porre fine a controversie di lunga data, stante l’antica rivalità tra i due giganti asiatici.

Un’avversità che tra giugno e luglio dello scorso anno è sfociata in un conflitto bellico limitato nella provincia di confine di Doklam, che ha “trascinato le relazioni sino-indiane al livello più basso dalla guerra di confine sino-indiana del 1962”, come scrive il Global Times.

Una conflittualità che ha tanti corni, analizzati nell’articolo del giornale cinese. L’India rimprovera alla Cina l’ostruzionismo vincente alla sua candidatura al Consiglio di sicurezza dell’Onu e al suo ingresso nel Nuclear Suppliers Group (un organismo per il commercio legato al nucleare). Nonché l’appoggio al Pakistan nelle antiche contese di frontiera (e non solo) che lo oppongono all’India.

Da parte sua la Cina vede con nervosismo il tacito, anche se non dichiarato, appoggio dell’India al “separatismo tibetano” (la spinta secessionista della regione autonoma del Tibet), oltre che la manifesta avversità di Nuova Delhi alla Via della Seta cinese, il cui sviluppo è per Pechino materia esistenziale.

Un contrasto aperto, quello indiano, che avviene non solo nel ristretto ambito dei suoi confini, ma anche attraverso pressioni, diplomatiche e non, verso i Paesi dell’Indocina che dovrebbero essere attraversati da tale via.

Infine, nodo ancor più acuto, il Dragone è preoccupato per la collaborazione dell’India  alla “strategia Asia-Pacifico” statunitense in funzione anti-cinese, che la Cina teme possa concretizzarsi nella creazione di una “versione asiatica della NATO”, che vedrebbe Stati Uniti, India e Giappone uniti “per contenere la Cina”.

Insomma, tanti i temi oppositivi tra le due potenze asiatiche, che il vertice tra Xi e Modi è chiamato a dissipare.

Una missione niente affatto impossibile, stante che la Cina vuole scongiurare a tutti i costi che l’India perseveri nell’adesione alle politiche di contenimento anti-cinese.

E che buoni rapporti con Nuova Delhi aprirebbero nuove e feconde prospettive alla Via della Seta.

Da parte sua l’India non può che trarre giovamento da un più stretto rapporto commerciale con Pechino, stante la povertà che attanaglia tanta parte della sua popolazione e che il suo sviluppo economico, seppur intenso, è ancora di incerta prospettiva.

“Una forte cooperazione tra i nostri due grandi Paesi può influenzare il mondo”, ha detto Xi nel corso del vertice. Vero, stante appunto che si parla di metà della popolazione del pianeta.

 

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