26 aprile

Manifestazioni Gaza: i cecchini israeliani hanno usato proiettili speciali

Amira Haas, su Haaretz, rivela che i colpi dei cecchini israeliani, schierati alla frontiera per contrastare le manifestazioni dei palestinesi di Gaza, hanno procurato ferite “devastanti”.

Gli ultimi venerdì, a Gaza, sono stati scanditi da manifestazioni presso il confine israeliano, per rivendicare il diritto dei palestinesi di ritornare alle proprie terre.

Al di là delle motivazioni specifiche, di fatto si tratta di proteste volte a far conoscere le condizioni in cui versano i cittadini della Striscia di Gaza e per avanzare rivendicazioni antiche e purtroppo usuali in questa contesa infinita.

Il governo israeliano ha scelto la linea dura, anche perché le manifestazioni sono state organizzate da Hamas, che Tel Aviv, e non solo, considera un’organizzazione terrorista. E ha schierato i cecchini alla frontiera.

In un mese sono state uccise 37 persone, mentre 5.000 sono rimaste ferite, alcune asfissiate dai gas, altre colpite da proiettili di gomma. Circa 1700 dei feriti  però risultano colpiti da proiettili veri. Proiettili speciali.

Médecins Sans Frontières, infatti, riporta che tali feriti presentano “lesioni devastanti, di una gravità insolita, estremamente complesse da trattare. Le ferite riportate dai pazienti procureranno per la maggior parte di loro gravi disabilità fisiche a lungo termine“.

In un rapporto del 19 aprile, l’équipe medica di Msf ha indicato “che i colpi hanno causato danni molto gravi alle ossa e ai tessuti molli e ferite di grandi dimensioni, che possono avere la grandezza di un pugno”.

Marie-Elisabeth Ingres, capo missione di Msf in Palestina, ha detto che i proiettili usati hanno “letteralmente distrutto il tessuto dopo aver polverizzato l’osso”, ribadendo che a molti dei feriti è stata procurata una “disabilità duratura”.

“La ferita d’ingresso è piccola. Quella d’uscita è devastante”, hanno dettagliato i medici palestinesi di Gaza, che riferiscono di non aver visto simili ferite dall’operazione Margine di protezione del 2014, quando Israele attaccò la Striscia.

Sempre Haaretz ha dato conto di un tweet alquanto fuori registro, e in qualche modo in linea con questa brutta vicenda, di Bezalel Smotrich, capogruppo del partito Focolare ebraico al Likud.

Il parlamentare della knesset è entrato a gamba tesa nella controversia legata ad Ahed Tamini, l’adolescente palestinese arrestata e condannata per aver spintonato e schiaffeggiato un soldato israeliano.

In un tweet, Smotrich ha scritto che la Tamini avrebbe dovuto ricevere una “pallottola al ginocchio. Ciò l’avrebbe costretta agli arresti domiciliari per il resto della sua vita”.

Un messaggio che ha sollevato polemiche, ovviamente, anche in ambito israeliano. E che riportiamo perché emblematico del nervosismo che in questi ultimi tempi attraversa Israele.

Come è evidente, appunto, nella vicenda delle manifestazioni degli abitanti di Gaza, dove ai cecchini schierati a presidio del confine israeliano sono state consegnate pallottole non convenzionali, presumibilmente esplosive.

L’Onu, e non solo, ha criticato l’uso “eccessivo della forza” da parte di Israele. Ma il particolare delle pallottole speciali non ha trovato molta eco. Per fortuna ancora alcuni giornali israeliani danno notizie irreperibili altrove.

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