19 aprile

Douma: né cloro né gas, solo polvere

Douma, polvere e non cloro o altre armi chimiche

Mentre attendiamo gli esiti dell’ispezione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche a Douma, rimandata per l’ennesima volta, val la pena tornare sull’asserito attacco chimico avvenuto in Siria.

Gas nervino?

Se attacco chimico c’è stato, non può che essere attribuibile a un ordigno al cloro, stante che l’altra ipotesi, l’uso di agenti nervini, non sta in piedi.

Nel secondo caso, infatti, sarebbero morte tutte le persone ritratte nei filmati relativi all’asserito attacco, dal momento che medici e volontari hanno trattato i pazienti a mani nude.

Basta pensare al recente caso Skripal: secondo le autorità britanniche, per colpire l’ex spia Sergey e la figlia Julia, i russi avrebbero disposto l’agente nervino sulla maniglia e sull’uscio della loro casa.

Il contatto con tale agente sarebbe stato quasi mortale per i due. Al di là della veridicità o meno delle accuse mosse alla Russia, resta che il meccanismo descritto è veritiero: basta una piccola quantità di agente nervino a contatto con la pelle per causare danni gravi o irreparabili all’organismo.

Tanto che i tecnici inviati a investigare sul caso hanno dovuto proteggersi con tute adeguate (vedi foto sotto).

Cloro?

Così l’unica alternativa è che a Douma sia stato usato un ordigno al cloro. Come peraltro indicato in vari report tra cui quello dei servizi segreti francesi, pubblicato postumo per giustificare i raid aerei contro la Siria (non ci soffermeremo sulle testimonianze ivi riportate, né sulla loro veridicità o meno).

Val la pena ricordare che il cloro è usato per depurare l’acqua delle piscine. Chi le ha frequentate sa bene quanto sia fastidioso. E come sia indispensabile proteggersi con appositi occhialetti per evitare l’irritazione degli occhi.

Un particolare accennato nel report dei servizi francesi, che spiegano come le persone che sarebbero state colpite nell’attacco di Douma presentavano “ustioni cutanee e ustioni della cornea”.

Già, perché dovremmo aspettarci, a ragione, che un ordigno chimico abbia una concentrazione di cloro molto più alta di quella delle nostre piscine.

Così abbiamo guardato e riguardato i filmati circolati in questi giorni che proverebbero i presunti attacchi chimici.

E abbiamo scrutato gli occhi di quei poveri bambini: nessuno di loro presenta ustioni alla cornea. Anzi i loro occhi non risultano affatto arrossati, se non forse in qualche caso e in maniera molto leggera (cliccare qui per il video: ma si può guardare anche anche la foto in alto, diventata virale e simbolica del presunto attacco).

Non si nota un arrossamento marcato, quantomeno pari a quello provocato da un bagno prolungato in piscina senza le dovute protezioni.

Possibile che un ordigno chimico provochi alla cornea meno danni di un bagno in piscina?

No, solo polvere…

Inoltre, se si vedono i filmati, si nota che prima di iniziare a bagnare i pazienti con l’acqua, ai bambini vengono spruzzati spray nella gola, “come si fa con le persone che soffrono di asma”, spiega la voce narrante.

Quanto viene descritto nei filmati coincide perfettamente con quel che racconta il medico di Douma interpellato dal celebre giornalista britannico Robert Fisk, il quale ha realizzato un reportage per l’Independent.

Il medico intervistato ha spiegato che il giorno dell’attacco c’era forte vento. E le esplosioni e il vento hanno fatto sì che i rifugi dove erano nascosti i civili fossero invasi dalla polvere.

Da qui i sintomi di soffocamento, ha detto il medico, e la corsa ai centri sanitari per farvi fronte. Nel bailamme, qualcuno ha urlato “gas” e scatenato il panico.

Le cure prestate nei filmati,  sia le mascherine che lo spry orale,  presumibilmente un broncodilatatore, rimandano infatti a terapie proprie delle crisi respiratorie.

Peraltro, tutto ciò coincide con il report redatto in quel giorno dall’Osservatorio siriano dei diritti umani, organo di propaganda jihadista con fonti locali.

Nella nota, infatti, si legge di persone con sintomi da “soffocamento”. Nessun accenno a irritazioni o ustioni.

Niente gas, insomma, solo polvere. Ma ormai le bombe sono cadute e nessuno ammetterà mai di aver bombardato invano.

Douma, polvere e non cloro o altre armi chimiche

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