16 aprile

I raid in Siria e l’ipocrisia dell’Occidente

raid siriaIn un articolo di oggi, pubblicato su Haaretz, Jack Khoury spiega che l’attacco degli Stati Uniti, della Francia e della Gran Bretagna in Siria non ha fatto altro che stringere il popolo siriano attorno al suo leader.

I raid sulla Siria e i valori universali (?)

Nessun cittadino della Siria siriano che ami la sua terra, spiega il cronista, la vuol vedere incenerita dalle bombe (al contrario dei famosi cosiddetti “ribelli” che si dicono siriani, pagati e addestrati dall’estero, che sono invece delusi per la scarsa consistenza dell’attacco).

Il giornalista del quotidiano israeliano, pur convinto che la Siria sia retta da un dittatore, narrativa alquanto obbligata, spiega: “Mentre si vanta della sua difesa dei diritti umani e dei valori universali, l’Occidente non fa nulla per fermare il massacro in corso nello Yemen.

“Trump continua a sostenere incondizionatamente la condotta di Israele nei confronti del popolo palestinese, e i suoi due partner si accontentano di laconiche dichiarazioni di censura. Gli eventi lungo il confine tra Israele e Striscia di Gaza nelle ultime due settimane non hanno suscitato un richiamo”.

“[…] Se l’obiettivo è difendere i diritti umani, si dovrebbe prestare attenzione ai regimi dell’Arabia Saudita e degli altri stati del Golfo, non meno totalitari di quello di Damasco”.

“Il sangue del popolo siriano non è diverso da quello degli yemeniti o dei palestinesi. Il comportamento dei leader occidentali in questo ballo in maschera si è rivelato ancora una volta per quel che è, un doppio gioco modulato secondo la  mappa dei propri interessi”.

Al di là delle valutazioni sul governo siriano, sul quale ci sarebbe da argomentare, questo articolo stride in maniera evidente con l’ipocrisia dispiegata dai giornali italiani (e non solo), che perseverano nella narrativa che descrive i bombardamenti contro Damasco come una missione umanitaria volta a punire Assad e a impedire il reiterarsi di un crimine contro l’umanità quale l’uso delle armi chimiche.

Sulla difesa dei valori universali, si potrebbe notare, ironicamente, che tanto universali non sono considerati. Valgono per certe latitudini e non altre, secondo appunto gli interessi.

La testimonianza di padre Karakach

Ci sia consentita, in conclusione, una nota a margine, variazione di tema ma non troppo. Stamane abbiamo riportato la dichiarazione dei Patriarchi di Antiochia su quanto accade in Siria.

Per chi vuole, si può ascoltare la testimonianza di padre Bahjat Karakach, frate franscescano, superiore del convento dedicato alla Conversione di san Paolo, la più importante parrocchia di rito latino di Damasco (cliccare qui).

Anche lui, in altro modo, dice un’altra verità, quella riferita dai Patriarchi. Tanto per citare uno degli altri, tanti, testimoni siriani che raccontano cose diverse da quel che riferiscono i media mainstream. E che pure stanno sul campo da anni, hanno informazioni di prima mano, propri canali di informazione locali. Tutti ignobili propalatori di Fake News?

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