11 aprile

Roma – Barcellona e la controversia della lupa capitolina

simbolo dell'As RomaL’As Roma ieri ha battuto il Barcellona 3 a 0, ribaltando il 4 a 1 dell’andata. No, non avete sbagliato sito, siete su Piccolenote, che in genere si occupa di altro e non di Sport. Ma oggi vale la pena rispolverare, per un giorno, una nostra vecchia rubrica, che abbiamo accantonato a suo tempo, ovvero “Note di Sport”.

Note di Sport e destini del mondo

Perché in qualche modo ieri, meglio ieri notte, i destini del mondo si sono intrecciati in maniera causale, quanto curiosa, con quelli del calcio.

Già, perché ieri i destini del mondo erano sospesi. Sembrava infatti che il mondo intero potesse precipitare nell’abisso: era in scadenza l’ultimatum di Trump, il quale due giorni fa aveva annunciato una forte iniziativa sulla Siria in 24 – 48 ore a seguito dell’asserito attacco chimico di Douma attribuito ad Assad.

Un annuncio al quale la Russia aveva risposto dichiarando che avrebbe difeso Damasco.

Insomma, stanotte tutto poteva precipitare. Anche la tempistica, la notte dell’11 aprile, il fatidico “11”, era foriera di fosche suggestioni. Bastava un incidente, un’iniziativa avventata, una perfida miccia a far esplodere tutto.

Ma nulla è accaduto. Forse il peggio è solo rimandato, certo, ed è inutile farsi troppe illusioni in questa follia dilagante. Ma una pausa, un intervallo di tempo, può forse servire a una più lucida disamina di possibilità e conseguenze, locali e globali.

Fulcro della rischiosa conflittualità, val la pena spiegarlo, non tanto l’attacco chimico di Douma, semplice pretesto, quanto l’Iran e la presenza di milizie iraniane in Siria, come da controversie ricorrenti.

La Roma, la lupa capitolina e la censura mammaria

Così torniamo a note leggere, e allo sport, che a volte tange, del tutto incidentalmente, problematiche ben più importanti.

Il 6 aprile diversi giornali mainstream (vedine alcuni su Dagospia) riportavano, con risalto da prima pagina e foto in evidenza, quanto avvenuto su un canale televisivo iraniano in una trasmissione dedicata alla partita d’andata della Champions Barcellona – Roma.

Il logo della Roma era stato censurato e la lupa privata delle sue mammelle, quelle che allattano gli infanti Romolo e Remo.

La censura mammaria, diventata virale, era assurta a cifra e simbolo del regime iraniano, del suo pervasivo oscurantismo e integralismo più bieco.

Certo, c’era materia cui intingere l’inchiostro, ma l’evidenza, la viralità e soprattutto la valenza che gli era stata attribuita appariva alquanto eccessiva.

Censure ben più tragiche, proprie di integralismi di vario genere e natura sparsi nel variegato mondo, trovano meno attenzione mediatica.

Tant’è: l’Iran sconta il ruolo che ha assunto nella perigliosa disfida internazionale, nodo gordiano della controversia globale.

Detto questo, proprio ieri, l’Irna, l’agenzia stampa ufficiale di Teheran, dava notizia che l’As Roma aveva inaugurato un nuovo account twitter in idioma persiano.

Una nota alla quale era stato dato un risalto inconsueto, stante la secondarietà del tema rispetto al dramma bellico che incombeva sulla regione.

E, particolare certo più significativo, la nota veniva corredata da un bel logo dell’As Roma, in evidenza, con annesse le mammelle della discordia (vedi foto in alto).

Ciò avveniva a poche ore dall’impresa compiuta dalla As Roma. Un miracolo calcistico, in gergo, stante non solo la forza e il mito del Barcellona, ma anche il passivo da rimontare.

Un’impresa che resterà nella storia del calcio, o quantomeno nella memoria storica della squadra romana e dei suoi tifosi.

Come resterà nella storia, anche se solo nelle segrete stanze del potere di questo mondo, quanto accaduto nella notte in cui tutto poteva accadere d’attorno alla Siria e non è accaduto.

La nota dell’Agenzia Irna, invece, probabilmente sarà ignorata, perché irride la narrativa virale quanto improvvida dei giorni pregressi.

Nondimeno potrebbe suggerire l’idea di guardare il mondo con occhi un po’ più aperti.

Aiuterebbe a carpirne la complessità e, insieme, l’imprevedibilità. Che non sono accidenti del sistema ma vi appartengono di diritto. Come i “miracoli”, con la m minuscola, appartengono al giuoco del calcio

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