3 aprile

Cina e Russia, mai così unite

ministro Wei Fenghe in RussiaWei Fenghe, ministro della Difesa della Cina, ha visitato la Russia, dove si è incontrato con il suo omologo Sergej Shoigu. “È il primo viaggio ufficiale di Wei” dopo la sua nomina, specifica il Global Times del 2 aprile.

Un viaggio “naturale”, date le “relazioni sino-russe? O un passo calcolato, dal momento che avviene mentre diplomatici russi vengono espulsi dagli Stati Uniti e dalla UE e Pechino sta affrontando una possibile guerra commerciale con Washington?” Questo l’interrogativo del cronista cinese.

Una doppia domanda con un’unica risposta: mai come oggi Pechino e Mosca sono unite, tanto che il giornale cinese specifica che  “le relazioni delle due potenze hanno raggiunto un livello senza precedenti”.

Non solo, dunque, un viaggio per consolidare e rilanciare tali rapporti, ma anche per mandare un messaggio: Pechino e Mosca fanno fronte unico contro l’irrigidimento dell’Occidente, rilanciando un “partenariato strategico e il coordinamento globale”.

I temi sui quali tale partenariato si andrà a sviluppare sono quelli usuali: “infrastrutture, energia, sicurezza, finanza, investimenti e reti di informazione”; ai quali si aggiunge la cerniera della Via della Seta, o Belt and Road, initiative che Pechino considera l’ossatura strategica sulla quale poggiare il proprio sviluppo futuro.

L’articolo dettaglia le frequenti visite delle portaerei americane al largo della Cina e lo scudo anti-missile Usa montato a Seul, “mosse che hanno danneggiato gli interessi strategici di Cina e Russia. Pertanto, è ragionevole e necessario che Pechino e Mosca rafforzino la loro cooperazione militare”.

Non solo il Pacifico, anche l’Asia centrale (“in particolare l’Afghanistan”) e occidentale sono stati e saranno terreni nei quali dipanare tale partenariato, alla ricerca di soluzioni alle conflittualità locali. Mostrare che i legami russo-cinesi sono “stabili giocherà un ruolo cruciale per resistere alle pressioni delle nazioni occidentali”, continua il Global Times.

“La Russia” conclude il giornale cinese “è stata la scelta giusta per la prima destinazione di Wei dopo il suo insediamento”.

Tale visita assume un significato importante nella prospettiva di “promuovere lo sviluppo delle relazioni tra le forze armate di entrambe le parti, salvaguardando gli interessi comuni dei due paesi e mantenendo la pace e la stabilità nella regione e nel mondo”.

Un messaggio niente affatto velato. La Cina sembra aver abbandonato la sua ancestrale prudenza, che ne faceva un Impero Celeste del tutto avulso dal mondo. Vuole aprirsi al mondo e ai commerci. Ma, potenza economica di prima grandezza, è ancora molto fragile dal punto di vista militare.

Così ha cercato e trovato, in via del tutto naturale, la Russia, la quale, al contrario, è gigante militare globale ma nano economico.

Le due potenze si compensano. E fanno paura all’Occidente che, con questa visita, vede svaporare la strategia portata avanti dai tempi di Nixon, volta a dividere Pechino da Mosca. Semplicemente non è più possibile.

Eterogenesi dei fini dell’irrigidimento occidentale, che consegue il risultato opposto a quanto immaginato, quello di crearsi un nemico che, per la prima volta dopo la caduta del Muro, può tenergli testa su tutti i fronti e a tutti i livelli.

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