19 marzo

Manuel Foderà e la Madonna di Fatima

La folla assiepata a Fatima per vedere il miracolo del sole. Un fuoco d'artificio del Signore che rimanda alla vita del piccolo Manuel FoderàUsiamo di questo Notes per raccontare di Manuel Foderà e di come sia nata l’idea di dedicargli un articolo.

Di Fatima

È andata così. Lo scorso anno mi ero ripromesso di fare un articolo sulla Madonna di Fatima. Ricorreva il centenario delle apparizioni in quell’anno e mi sembrava atto dovuto.

Mi ero premurato anche di trovare una fonte autorevole per scriverne, ovvero le Memorie di suor Lucia, la più grande dei tre pastorelli che avevano assistito alle apparizioni celesti.

E mi aveva pure commosso quella lettura, così semplice, lineare, bambina. Eppure non ero riuscito a dar seguito all’intenzione. Un anno intero a rimandare, stante che volevo scriverne già il 13 maggio, data della prima apparizione.

Fin quando, il 13 ottobre scorso, mi sveglio molto più presto del solito.

Era l’ultimo giorno “buono” per ottemperare al proposito, perché ricorreva l’ultima delle manifestazioni celesti, quella che viene ricordata per il miracolo del sole.

Così prendo il libro e vado al lavoro. Più uno scrupolo che altro: non ricordavo più quanto letto, e al massimo il volume sarebbe venuto buono per un cenno su Fatima in qualche Notes di risulta.

Molto meno di quanto mi ero ripromesso di fare, ma sempre meglio che niente, avevo pensato.

E invece l’articolo viene su tutto da sé. E al momento di descrivere il miracolo del sole mi viene spontaneo usare come titoletto “I fuochi d’artificio di Dio”.

Mi piace quel titolo, che vuole far intendere come il Signore, pur di attirare l’attenzione e il cuore dei suoi, si era messo a fare il prestigiatore. Come potrebbe fare un papà per divertire i propri figli.

Me c’era un problema. Perché il sole aveva sì ruotato a Fatima, di giri impossibili. Danzato, volteggiato nel cielo. Però era pure diventato grande, rosso, e si era precipitato verso la terra, riempiendo d’angoscia terribile le persone lì convenute con i pastorelli.

Difficile conciliare quell’angoscia a un titolo così giocoso e gioioso. Così ci penso e ci ripenso un bel po’. Ma mi piace quel titolo e, nonostante i dubbi, lo lascio così come m’era venuto d’istinto (per leggere l’articolo su Fatima, cliccare qui). 

Della Nigeria

Passano i giorni e si viene a sapere che qualcosa di simile al prodigio del sole di Fatima era avvenuto in Nigeria. E proprio in quel 13 ottobre.

O almeno così avevano riferito «molti testimoni» convenuti a Benin City su invito della Conferenza episcopale nigeriana, che aveva scelto quella ricorrenza per riconsacrare la Nigeria al cuore immacolato di Maria.

A Benin City, però, il sole non era diventato rosso né era precipitato verso la terra. Aveva solo danzato nel cielo, mutando di colore.

Così riferiscono i tanti testimoni. Così padre Chris Anyanwu, direttore dell’organismo per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale nigeriana, nel report di quella giornata, nel quale registra senza enfasi, ma con cenno dovuto, «l’insolito fenomeno».

Nello scrivere di quanto accaduto in Nigeria su Piccolenote non riesco a non ripensare ai dubbi che mi avevano assalito al momento del pezzo di Fatima. E a quel titolo sui fuochi d’artificio che avevo lasciato nonostante tutto.

Di Manuel Foderà

Ne ripenso contento, ché «l’insolito fenomeno» nigeriano era stato tutto un fuoco d’artificio: una sfavillante, cangiante, danza celeste…

Ne racconto la sera a cena, il giorno dopo aver scritto l’articolo sulla Nigeria. Riportando quella felice coincidenza.

La cena era con un amico col quale non uscivo da tempo, tanti anni oramai. E che invece quel giorno avevo ritrovato per occasione casuale, con gioia reciproca.

Gli racconto dei fuochi d’artificio, di Fatima e Benin City. «Sai», mi dice, «proprio ieri un amico mi ha mandato la storia di un ragazzino al quale la Madonna, per consolarlo, faceva i fuochi d’artificio».

Da qui l’idea, l’obbligo quasi, di raccontare la storia del piccolo Manuel Foderà e dei suoi fuochi, che affido a Pina Baglioni, più brava di me a scrivere di queste cose.

Per inciso, quando Pina mi invia l’articolo, scopro con sorpresa che il giorno più felice del bambino, come racconta egli stesso, è quello in cui riceve la comunione, il 13 ottobre, ricorrenza del miracolo del sole avvenuto a Fatima…

Coincidenze, tutto qui. Che mi sembrava simpatico raccontare.

Per leggere l’articolo su Manuel Foderà, cliccare qui.

Ps. Per un’imprecisione, avevamo scritto che Manuel aveva ricevuto la prima comunione il giorno della festa di Fatima.  Una sintesi errata che abbiamo corretto: la coincidenza, invero, è ancora più puntuale.

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