15 marzo

Guerra Yemen: voci di negoziati segreti per la pace

guerra yemen

Guerra Yemen: «L’Arabia Saudita e i suoi avversari del movimento armato Houthi dello Yemen stanno tenendo negoziati segreti per cercare di porre fine alla guerra che dura da tre anni, che ha provocato la peggiore crisi umanitaria del mondo, riferiscono diplomatici e fonti politiche yemenite».

«Parlando alla Reuters a condizione di mantenere l’anonimato, due diplomatici e due funzionari yemeniti hanno detto che il portavoce degli Houthi Mohammed Abdul-Salam ha avuto una comunicazione diretta con funzionari sauditi nell’Oman per una soluzione globale al conflitto».

«Ci sono consultazioni tra gli Houthi e i sauditi […] ed è chiaro che c’è un desiderio degli Houthi e della coalizione di procedere verso un accordo globale», ha detto alla Reuters un diplomatico».

Notizia che rilanciamo perché di grande interesse: la guerra yemenita sta provocando una catastrofe umanitaria in uno dei Paesi più poveri del mondo, con cifre da orrore: decine di migliaia i morti, 5.000 bambini (vedi Piccolenote: “Yemen: l’ecatombe dei bambini“).

La coalizione internazionale a guida saudita da tempo sembra impantanata: Ryad immaginava un facile blitzkrieg, invece è stato tutt’altro.

Guerra Yemen: i dubbi del principe Mohamed bin Salman

I sauditi accusano l’Iran di sostenere i ribelli, che si sono sollevati contro l’allora legittimo sovrano appoggiato da Ryad. Proprio tale appoggio consentirebbe agli insorti di resistere all’invincibile armada saudita.

Teheran ha sempre negato, e invitato il Paese rivale a recedere da quella che considera un’aggressione. L’intervento in Yemen è stato fortemente voluto dal principe ereditario Mohamed bin Salman, quando ancora era un semplice ministro della Difesa e non l’uomo più potente del Regno.

Da tempo si rincorrono voci sulla sua intenzione di chiudere la partita yemenita in qualche modo.

La sua infruttuosa prosecuzione, e l’ecatombe dei civili conseguente, benché alquanto obliata dai media occidentali (il petrolio saudita è un buon argomento dissuasivo), non giova alla sua immagine e al suo prestigio internazionale.

Da qui, oltre che dalla credibilità dell’agenzia stampa britannica, la possibilità che le voci riportate dalla Reuters abbiano un qualche fondamento.

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