13 febbraio

Gli angeli degli scantinati

Foto Massimo Quattrucci - testo Fabio Pierangeli

Gli ultimi libri di Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, fondatore della scuola Penny Wirton per l’insegnamento di italiano agli stranieri su base volontaria, descrivono la vita di tantissimi ragazzi giunti, dalle periferie del mondo, dentro il cuore di Roma.

Fresco di stampa Tutti i nomi del mondo, Mondadori, 2018. Affinati immagina di convocare idealmente le persone che ha conosciuto anche per pochi istanti proprio in quella scuola, dove le attività continuano.

Fa l’appello e parla con amici di ieri e di oggi e un ragazzino de Roma, l’allievo prediletto Ottavio (sue le frasi tra parentesi) lo segue, costruendo un contro coro in romanesco a quei dialoghi.

Qui si parla di un ragazzo africano, Abdel e di tanti emigrati come lui che il professore gli presenta, invitandoli a spiegare la loro vita. Una vita travagliata e ai margini, eppure, forse proprio per questo, per il professore sono angeli: gli angeli degli scantinati.

Stategli vicino voi scolari
(Nu te preoccupa, ce penzo io)
“Come bisogna vivere?”
(Chiedilo al Padreterno, no a lui)
Dategli la benedizione che ce lo spiega. Ai suoi occhi, prima o poi ve ne renderete conto, siete i messaggeri dell’infinito, gli araldi dell’eternità, gli angeli degli scantinati.

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