9 febbraio

Soros finanzia gli anti-Brexit

«La campagna in chiave pro-UE per invertire il voto sulla Brexit ha ricevuto oltre 400.000 sterline di finanziamenti dalla Fondazione del miliardario americano George Soros». Così sul Guardian che ricorda come Soros fu il protagonista del Black Wednesday, quando attaccò sterlina e lira con la conseguenza di far crollare tali monete e farle uscire così dal circuito dello Sme, che fu tassello importante della costruzione dell’Unione europea.

«La campagna Best for Britain, che sostiene la necessità di rimanere nell’UE piuttosto che lottare per una Brexit soft , ha ricevuto la somma a sei cifre dalla Open society foundation dopo le elezioni del giugno 2017», riporta ancora il Guardian.

Tale campagna è «presieduta da Lord Malloch-Brown, ex ministro del governo del Regno Unito e viceministro delle Nazioni Unite» e, aggiungiamo, trova il pieno sostegno dei liberali e dei laburisti di rito blairiano, oltre che parte importante della potente City londinese.

Da qui anche tante difficoltà della premier Theresa May a portare a compimento quanto stabilito dal popolo britannico attraverso il referendum sulla Brexit.

L’accenno al mercoledì nero da parte del cronista del Guardian non è affatto casuale o semplice memoria storica: è una denuncia. La campagna Best for Britain è sostenuta dalla persona che bruciò i risparmi dei cittadini britannici, mandando sul lastrico famiglie intere. Un compagno di viaggio alquanto bizzarro per un movimento politico che sostiene di essere interprete dei reali interessi dei cittadini inglesi.

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