6 febbraio

Libano e Siria rassicurano Israele

In questi giorni Assad e il presidente libanese Michel Aoun hanno inviato delle missive segrete a Benjamin Netanyahu per dare rassicurazioni riguardo le preoccupazioni espresse da Tel Aviv: la presenza di milizie iraniane e di hezbollah ai confini di Israele e la possibile costruzione in Libano di industrie missilistiche iraniane.

Assad avrebbe assicurato che la Siria non è intenzionata a muovere guerra a Israele e che, essendo una nazione sovrana, non avrebbe consentito la presenza di milizie iraniane e di hezbollah ai confini con Israele.

Da parte sua Aoun avrebbe rassicurato a sua volta che nessuna industria missilistica iraniana sarà realizzata nel Paese dei cedri (sul punto vedi Debka)

Tali rassicurazioni sono pervenute al premier israeliano proprio mentre Tel Aviv ospita una delegazione russa di alto livello, inviata da Putin per trattare sulla crisi siriana.

Più che probabile che le missive di Assad e di Aoun siano state suggerite da Mosca, che sta tentando in tutti i modi di trovare un compromesso con Israele.

Negoziati tanto delicati sono stati funestati dall’abbattimento di un caccia-bombardiere russo a Idlib, territorio siriano che Damasco sta tentando di riconquistare strappandolo ai terroristi di al Nusra.

Da questo punto di vista, l’abbattimento del jet russo, operazione più che sofisticata stante la difficoltà del bersaglio, suona come un monito ai tentativi di mediazione russa.

Eppure non c’è altra strada: se si vuole dare una risoluzione al conflitto occorre negoziare. La via percorsa da Mosca è impervia, ma obbligata.

 

Sul tema ho scritto anche su Occhi della Guerra (cliccare qui per visualizzare).

 

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