26 gennaio

Sulla fiducia in Dio

Era tanto che non scrivevo un Notes. Nulla di strano, semplicemente non avevo trovato l’ispirazione del  caso né suggerimenti in tal senso dalla vita e dalle ore. Né li abbiamo inseguiti, perché semplicemente non interessa. Tale la dinamica di questa piccola rubrica, che non vuol essere altro che un piccolo spunto di conforto del cuore o di intelligenza delle cose. Che, in quanto tali, non ci appartengono. Deve capitare, com’è capitato appunto con questo suggerimento, piovuto per caso, per grazia, da amici reduci da un pellegrinaggio in terra straniera.

Si tratta di uno scritto di san Claudio de la Colombière, gesuita, che fu partecipe delle rivelazioni di santa Maria Margherita Alacoque sul Sacro Cuore di Gesù e artefice della diffusione di tale devozione, che proprio grazie a lui fu accolta nella Chiesa dal momento che fino ad allora la suora di Paray-le-Monyal era giudicata una folle visionaria. Uno scritto, quello di san Claudio, che è preghiera. E che offre spunti di conforto, come accade per le cose che fa il Signore.

 

ATTO DI FIDUCIA IN DIO

Mio Dio, sono così persuaso che Voi vegliate su quanti sperano in Voi e che nulla può mancare quando si attende tutto da Voi, che mi sono risolto a vivere d’ora innanzi senza alcuna preoccupazione e di riporre su di Voi il peso di tutte le mie preoccupazioni: in pace in idipsum dormiam et requiescam, quoniam tu, Domine, singulariter in spe constituisti me (1).

Gli uomini possono spogliarmi dei beni e dell’onore, le malattie mi possono privare delle forze e dei mezzi per servirvi; posso persino perdere la vostra grazia col peccato: ma non perderò mai la mia speranza, la conserverò fino all’ultimo istante della vita; e in quel momento tutti i demoni dell’inferno faranno vani sforzi per strapparmela. In pace in idipsum dormiam et requiescam (1).

Alcuni possono attendersi felicità dalle loro ricchezze o dai loro talenti; altri faranno affidamento sull’innocenza della loro vita o sul rigore delle loro penitenze o sul numero delle loro elemosine o sul fervore delle loro preghiere. Tu, Domine, singulariter in spe constituisti me (1).

Per quanto riguarda me, Signore, tutta la mia fiducia è riposta nella mia stessa fiducia: questa fiducia non ha mai ingannato nessuno: Nullus speravit in Domino et confusus estSono dunque sicuro che sarò felice in eterno, perché è da Voi, mio Dio, che lo spero: In te, Domine, speravi, non confundar in aeternum (3).

So fin troppo bene di essere fragile e incostante; so quanto possano le tentazioni contro le più solide virtù. Ho visto cadere le stelle del cielo e le colonne del firmamento; ma tutto ciò non mi spaventa: finché continuerò a sperare, mi terrò al riparo da tutte le sventure; e sono certo di conservare la speranza, perché spero che questa mia speranza rimarrà immutabile nel tempo.

Infine, sono sicuro che la mia speranza in Voi non sarà mai troppa e che non avrò mai meno di quanto avrò sperato da Voi. Così, spero che Voi mi sosterrete nelle tentazioni più violente, che farete trionfare la mia fragilità contro i miei più formidabili nemici: spero di essere sempre da Voi amato e di amarvi anch’io senza sosta: e per far giungere all’improvviso la mia speranza il più lontano possibile, Voi spero, Voi stesso da Voi stesso, o mio Creatore, qui su questa terra e per l’eternità. Così sia.

Tratto da: Sermons prêchés devant Son Altesse Royale madame la duchesse d’York

Nota bene. Il testo che pubblichiamo è altro da quello di ieri. Il fatto è che abbiamo letto lo scritto originale e  non ci è piaciuta la traduzione precedente. Ce ne scusiamo con quanti hanno già letto l’articolo. Peraltro abbiamo lasciato il latino originale, che suona molto meglio e che comunque è alquanto comprensibile anche a chi non ha confidenza con tale lingua.

In ogni caso, di seguito riportiamo le traduzioni dei testi latini:

(1) Salmo 4,10: «In pace mi corico e subito mi addormento, perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare».

(2)  Siracide 2, 10: «Chi mai ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?».

(3) Salmo 71, 1: «In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso».

 

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