18 gennaio

Siria: la battaglia per Idlib e gli ascari americani

Mentre infuria il conflitto per la sorte di Idlib, che vede opposti l’esercito siriano e i suoi alleati alle milizie di al Qaeda che la controllano e ai turchi che li sostengono, gli Stati Uniti hanno annunciato la creazione di una forza militare locale nell’area siriana in cui hanno posto le basi.

Tale forza avrebbe come ossatura le milizie curde del Pkk e Pyd. Una iniziativa motivata da ragioni di sicurezza, servirebbe cioè a mettere in sicuro la zona e a prevenire il ritorno dell’Isis, ma che nasconde l’opzione partizione della Siria, da sempre immaginata dai neocon.

La creazione di questa milizia di ascari ha sollevato alte proteste in Turchia, Iran, Siria e Russia, che hanno ricordato a Washington il precedente della guerra afghana, dove gli Usa armarono i mujhaidin e fu al Qaeda.

Ma sopratutto perché svela, come detto, il desiderio di spartire la Siria e creare uno Stato fantoccio nel cuore dell’asse Iran-Mediterraneo, via Iraq e Siria, assetto geopolitico conseguente alla vittoria iraniana contro le milizie jihadiste.

E perché rende la coalizione anti-terrorismo creata da Washington una forza di occupazione permanente, fonte di altra permanente instabilità.

La Turchia, peraltro, vede armare i suoi nemici irriducibili, le forze curde appunto, che aveva debellato in patria e inseguito in Siria e Iraq, nella speranza di guadagnare zone di influenza in quei Paesi. Se il piano americano andrà in porto, rischia di ritrovarsi la guerra in casa.

Sul punto ho scritto per Occhi della guerra (per leggere, cliccare qui)

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20 febbraio

Afrin

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