17 gennaio

Corea: l’accordo Olimpico

La Corea del Sud e quella del Nord sfileranno insieme alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali. Questo l’accordo raggiunto dalle delegazioni di Seul e Pyongyang che si sono incontrate in uno sperduto di villaggio sull’infuocato confine tra le due coree.

Non solo: la squadra di pattinaggio sul ghiaccio femminile che parteciperà ai giochi dovrebbe essere unitaria. Usiamo il condizionale perché seppure ci sia un accordo, potrebbe saltare, stante le tante opposizioni che fanno leva anche sulle lamentele dell’allenatrice della squadra di Seul, contraria per motivi sportivi. Infatti tale unione sarebbe, a sua detta, a nocumento delle chanche sportive della sua squadra (lamentela invero alquanto squallida, ma il mondo gira anche così).

Quest’ultimo accordo ha un carattere storico che non ha invece la comune sfilata, realizzata quest’ultima anche alle Olimpiadi invernali di Torino.

Inoltre la competizione unitaria vedrebbe soprattutto una partecipazione di popolo, che le contingenze hanno diviso, in un tifo comune che la sola sfilata, seppur di alto significato simbolico, non ha.

Detto questo, non vogliamo affatto minimizzare la parata iniziale comune accennando al pregresso torinese; sarebbe infatti esercizio alquanto miope: allora non c’era il clima di tensione di oggi né allora soffiavano impetuosi come oggi i venti di guerra.

Seppure i due Paesi fossero ancora divisi e conflittuali e sebbene di tanto in tanto la tensione sull’asse Pyongyang – Washington saliva a livelli di guardia, non c’è mai stato un vero e proprio pericolo di guerra.

La prima minacciava, la seconda rispondeva, ma le trattative sottotraccia non sono mai cadute, tanto che si arrivava sempre, e comunque, ad accordi più alti.

Oggi è tutto diverso. E questo piccolo cenno va salutato per quel che è: un segnale di pace per il mondo intero.

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