4 gennaio

Brexit ancora in bilico

«Il 2018 sarà l’ultima chanche di fermare la Brexit. Toccherà al Parlamento britannico bocciarla […] a quel punto sono verosimili varie ipotesi, da elezioni anticipate a un secondo referendum». Così Tony Blair in un’intervista rilasciata a Enrico Franceschini per la Repubblica di oggi.

Non si rassegna il leader britannico. Da tempo si batte per evitare a tutti costi la Brexit nonostante il responso di un referendum popolare. Non è andato secondo i suoi desiderata, o meglio secondo i desiderata della Grande Finanza di cui si fa portavoce, da qui l’ossessione per evitare che diventi realtà. La Brexit non s’ha da fare, punto.

Un’ossessione favorita dalle tante disavventure capitate alla premier Theresa May, intenzionata ad attuare il mandato popolare, che dopo quel referendum ha dovuto affrontare i marosi di un Paese colpito più volte dal terrorismo e dalle disgrazie (la più tragica l’incendio divampato alle torri gemelle delle Grenfell tower), nonché i vari scandali che hanno via via colpito il suo governo, affondandone alcuni dei suoi membri.

Certo, nell’intervista Blair spiega che appartiene alla democrazia anche il ripensamento, quindi è legittima la riproposizione ai cittadini di un quesito tanto importante. Resta il dubbio che se avessero vinto i sostenitori del Remain difficilmente avrebbe usato tali argomentazioni.

Si ha il fondato dubbio che invece avrebbe elogiato il voto popolare, accusando quanti eventualmente avessero ipotizzato la reiterazione del referendum di attentare alla democrazia. La politica, e non solo, è abitata da tali ambiguità.

Vedremo cosa riserverà quest’anno alla nordica Albione.

 

 

 

 

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