15 dicembre

Caravaggio, Sacra Famiglia con san Giovannino

Giuseppe Frangi

Alla mostra di Caravaggio di Milano è esposto un suo quadro che forse per la “normalità” del soggetto è difficile vedere riprodotto e che viene anche raramente esposto. È una Sacra Famiglia con san Giovannino, che Roberto Longhi per primo aveva riconosciuto come originale di Caravaggio già nel 1928.

Oggi il quadro è di proprietà privata ma è in deposito al Metropolitan di New York ed è lì esposto. A dispetto della poca fama di oggi, l’opera ebbe una straordinaria fortuna, se ne conoscono numerose copie, in particolare in Francia, dove l’opera deve essere arrivata molto precocemente.

Come sottolineò Longhi, Caravaggio dipinge questo quadro sul modello di un’opera celebre di Annibale Carracci, altro artista protagonista di quegli anni a Roma: la Madonna delle Ciliegie. Tuttavia il confronto tra le due opere evidenzia in modo eclatante l’accento tutto nuovo (e soprattutto vero) di Caravaggio.

C’è un dettaglio di questa Sacra Famiglia che non si smetterebbe mai di guardare: è quello dell’abbraccio del Bambino alla madre. È un dettaglio di meravigliosa naturalezza. Il Bambino si appoggia alla guancia di sua madre in modo semplice, dolce, del tutto istintivo. Com’è pure tenero e del tutto normale il gesto con cui allaccia le piccole mani per stringersi con più sicurezza al collo di Maria.

Caravaggio ha depurato il modello da ogni affettazione che invece contrassegnava l’opera di Carracci. Con una scelta drastica, elimina ogni pur bella finzione per riportare la scena a terra, cioè dentro una dimensione reale e del tutto verosimile.

Il contesto infatti è quello quasi scabro di una casa che è poi il suo studio a Campo Marzio. Perciò lo stupore e la commozione che questa immagine suscita in noi si genera proprio dal fatto che è concepita per non stupire, in quanto è stata completamente spogliata da ogni effetto speciale.

È lì, davanti a noi, con quella normalità che ce la rende familiare prima di ogni pensiero e di ogni interpretazione Non è una visione, non è neanche una commovente immagine devota.

È un momento di vita che avviene proprio in contemporanea a noi.  Che avviene “con” noi: tant’è vero che Caravaggio mettendo il piccolo san Giovanni al di qua della balaustra su cui è appoggiata Maria ci dice che lo spazio in cui noi siamo è un prolungamento dello spazio in cui stanno Maria, Giuseppe e Bambino. Siamo lì, insieme.

Non credo ci sia miglior modo di augurare Buon Natale.

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