11 dicembre

Rory Gallagher, A millions miles away

Massimo Quattrucci

Sono a milioni di miglia da qui,

portato dall’acqua e dalla corrente come un pezzo di legno

in una baia ventosa.

Perché chiedermi come sto?

Voi come mi vedete?

Sono caduto,

ho perso il mio capitano e il mio equipaggio,

sono lontano, un milione di miglia da qui.

Appena sceso dal palco infuocato di Woodstok Jimi Hendrix viene intervistato dalla televisione americana: «Cosa si prova ad essere il più grande chitarrista del mondo?», gli chiedono. «Non lo so, non sono io. Dovete chiedere a Rory Gallagher».

Non occorre quindi andare a “milioni di miglia da qui” per ascoltare questa chitarra che a detta di Jimi Hendrix, uno che di chitarre se ne intendeva parecchio, era la migliore al mondo negli anni caldi della musica rock.  

Rory Gallagher era un irlandese semplice, dal viso pulito, sorridente. Con i capelli lunghi e i basettoni, gli occhi azzurri, vestiva come ognuno di noi. Era lontano anni luce da quello che l’industria discografica cercava. Ma dalla sua parte c’era il talento.  

E con quello conquistò il grande pubblico e un posto importante nella storia della musica rock.

Nato nel 1948 in una famiglia operaia a Ballyshannon, antichissima cittadina del nord-est dell’Irlanda, con Muddy Waters, Woody Guthrie e Chuck Berry nel sangue e nel cuore a nove anni inizia a suonare la chitarra.

La sua prima band importante furono i Taste, che ricordiamo per due album e soprattutto per la trionfante esibizione dal vivo durante il leggendario Festival dell’Isola di Wight del 1970.

Innamorato della chitarra, suonava meravigliosamente anche il banjo, il mandolino, il dobro, l’armonica, il sassofono. Ma Rory aveva anche una bellissima voce che, soprattutto nei brani acustici, ricordava quella di un altro grande chitarrista blues, Eric Clapton, che allora suonava nei Cream.

Ma il bello venne quando iniziò a suonare da solo. Mette su una band di tre (che poi diventeranno ben presto quattro) musicisti e come d’incanto la sua musica riesce a mettere d’accordo le due anime dell’Irlanda, cattolici e protestanti, lealisti e indipendentisti.

Proprio nel 1974, anno in cui la violenza e gli attentati sono più frequenti e duri, Rory sfida i divieti del governo e organizza il suo tour live più riuscito, l’Irish tour: Cork, Dublino, Belfast. Rory Gallagher pur non essendo un attivista politico vuole suonare in mezzo alla sua gente e la sua musica conquista tutti.

Solo musica, balli, festa. Niente sangue.

I suoi concerti erano un insieme di passione, ritmo, improvvisazione, assoli di chitarra di grande ispirazione e intensità; lunghi capelli danzanti a ritmo di musica; ballate acustiche con dentro tanto delle antiche tradizioni musicali irlandesi, mani protese del pubblico a cercare di toccare il protagonista, pubblico in delirio che chiama a gran voce Rory!

Blues, rock ‘n’ roll, folk, Irlanda, il tutto unito, mescolato e servito dalla musica di Rory Gallagher.

Oltre a Jimi Hendrix la sua chitarra ebbe tantissimi ammiratori anche tra i colleghi: Bob Dylan, i Dubliners, Van Morrison, Pete Townshend, i Cream. Tutti accorrevano ai suoi concerti. Dylan, non riconosciuto, fu anche cacciato dal backstage! Mick Jagger e Keith Richard gli offrirono senza successo il posto di chitarrista solista per sostituire Mick Taylor nei Rolling Stones.

Ma purtroppo nei suoi camerini scorreva troppa Guinnes (ci sono filmati in cui le bottiglie venivano stappate con la fibbia della cinta dei pantaloni…) e durante un tour in Inghilterra Rory si ammalò gravemente.

Aveva quarantasette anni e il trapianto del fegato non riuscì. Il 14 giugno 1995 l’Irlanda si fermò, radio e televisione interruppero le trasmissioni per dare l’annuncio della sua morte. Al suo funerale parteciparono oltre quindicimila persone.

Ecco alcuni dei suoi brani più belli, ma ce ne sono tantissimi altri da cercare e ascoltare, altrettanto trascinanti!

Buon ascolto e, per chi non conosce Rory Gallagher, buona scoperta di uno dei più grandi talenti che la musica rock abbia mai avuto.

A millions miles away (Irish Tour 1974) – Tattoo lady (Irish Tour 1974) – Cradle rock (Irish Tour 1974) –  As the crow flies (Irish Tour 1974) – Wheels within wheels

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