10 novembre

Arabia Saudita: di purghe e torture

Notizie provenienti da fonti interne alla corte reale hanno rivelato al sito Middle Eat Eye che «le dimensioni della repressione» condotta da Ryad nell’operazione anti-corruzione avviata dal principe saudita Mohamed bin Salman  sono molto più grandi di quanto ammesso dalle autorità saudite». Sarebbero infatti «oltre 500 le persone detenute».

Inoltre alcuni dei detenuti, in particolare le persone anziane, «sono state picchiate e torturate così duramente durante il loro arresto o  gli interrogatori successivi che sono dovute ricorrere alle cure ospedaliere».

Alcuni hanno subito «un trattamento più brutale, con ferite al corpo proprie dei classici metodi di tortura. [le persone torturate, infatti] Non presentano ferite sul volto, in modo da non mostrare alcun segno fisico del loro calvario quando appariranno in pubblico».

Alcuni sarebbero stati «torturati per rivelare i dettagli dei loro conti bancari», particolari che pare interessino più di altri quanti hanno avviato le purghe saudite. Sono particolari che interpellano. Come interpella il silenzio dei media su tale ondata di repressione che sta scuotendo l’Arabia Saudita.

Per molto meno Putin, per fare un esempio a caso, è stato fatto oggetto di campagne volte a smascherare la brutalità del regime. Tanto, troppo silenzio su questa vicenda. Inquieta.

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