27 ottobre

Israele: il presidente Rivlin attacca Netanyahu

«Il presidente di Israele, Reuven Rivlin, ha denunciato in maniera accesa le politiche del governo di destra del primo ministro Benjamin Netanyahu, avvertendo che la democrazia israeliana è in pericolo. […] Rivlin ha accusato i ministri del governo di promuovere iniziative volte a indebolire la corte suprema di Israele e mettere a “tacere i media liberi”». Inizia così un articolo di Peter Beaumont sul Guardian del 23 ottobre.

La denuncia è avvenuta nel corso della cerimonia inaugurale della sessione invernale della Knesset, il parlamento israeliano. «Rivlin sembrava il leader dell’opposizione», ha scritto Yossi Verter su Haaretz.

Il presidente ha accusato Netanyahu di agire secondo lo «spirito maligno del comandante in capo», di farsi portatore di «una rivoluzione contro la democrazia».

«La leadership in un paese democratico è l’arte di creare accordi, non di vincere gli avversari. Una società democratica si basa sui processi di costruzione, non sulle rivoluzioni», ha affermato Rivlin (ancora il Guardian).

Il presidente ha poi riaffermato la «necessità di preservare e proteggere le istituzioni e i simboli dello Stato dal discorso populista e dalla legislazione avanzata dalla coalizione» di governo, come riporta Mazar Mualem su al Monitor.

La critica del presidente israeliano era generica, ma anche molto puntuale. Mirava a criticare i tentativi delle forze della destra di togliere alla Corte suprema la possibilità di ingerirsi nelle leggi approvate dalla Knesset, cosa che è avvenuta più volte in passato.

«Come può un tribunale minacciato, conformista e impotente essere nell’interesse dello Stato d’Israele ? Della democrazia israeliana?», ha chiesto Rivlin.

A tema anche le asserite ingerenze di Netanyahu nell’inchiesta di corruzione che potrebbe travolgerlo. In particolare, secondo Verter, il presidente sembrava avesse di mira anche il disegno di legge che renderà non più perseguibile il premier.

Una legge che potrebbe non essere votata dal partito Kulanu, che fa parte della coalizione di governo. Una mossa, scrive ancora Verter su Haaretz, che Netanyahu potrebbe usare per andare a elezioni anticipate dove conta di stravincere ancora una volta.

Il discorso del presidente israeliano ha avuto un «effetto drammatico», scrive sempre Verter. E ha ricevuto il plauso unanime delle opposizioni. Ma non ha scalfito il premier, che ha replicato citando i risultati più che positivi del suo governo.

La dura quanto inattesa presa di posizione di Rivlin fa intravedere che il livello dello scontro in Israele è giunto ai massimi livelli. Gli sviluppi potrebbero riservare sorprese.

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