14 agosto

Guerra Yemen: possibili trattative tra Ryad e Teheran

Dopo la visita in Arabia Saudita, Moqata al Sadr, leader dell’esercito del Mahdi, movimento armato sciita molto influente in Iraq, ha visitato un altro Paese arabo sunnita, gli Emirati Arabi, per incontrarsi con il principe ereditario Mohammed ben Zayed Al-Nahyane.

Il grande attivismo di al Sadr è insolito e sembra dettato dalla volontà di ritagliarsi uno spazio autonomo nel mondo sciita, anche rispetto a Teheran, e per accrescere la sua influenza in Iraq, dove già il suo peso, politico e non, è alquanto notevole.

Al di là delle sue aspirazioni personali, va segnalato quanto spiegato in una nota dell’Agenzia Fars che, a proposito della visita di al Sadr a Ryad, ha accennato che in tale contesto i sauditi gli avrebbero chiesto di farsi loro portavoce presso l’Iran perché faccia opera di mediazione per porre «fine alla guerra con gli Houthi nello Yemen».

L’informazione riportata dall’agenzia Fars viene da un fonte prossima alla famiglia reale saudita, e il fatto stesso che sia stata pubblicata dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana la accredita come fondata.

Da anni lo Yemen è preda di una guerra ignorata dai media, nonostante sia ben più cruenta di altre e imperversi in una nazione tra le più povere del mondo.

I sauditi e la coalizione internazionale creata per l’occasione stanno cercando di domare la ribellione degli houti, un’etnia locale di religione islamica sciita, che aveva posto fine al governo di Abd Rabbo Mansur Hadi, filo saudita.

A decidere per l’intervento diretto in Yemen fu l’allora ministro della Difesa saudita, Mohammed Bin Salman, nominato successivamente, a sorpresa, principe ereditario.

Bin Salman reputava che le milizie houti non avessero alcuna possibilità di resistere alle forze saudite, cosa che non si è avverata. E nonostante siano passati più di due anni dall’inizio del conflitto, non se ne vede la fine. Anzi, gli houti sono riusciti a portare la guerra fin dentro il territorio saudita, bersagliando città di frontiera e basi militari con i loro missili.

È più che possibile, quindi, che il principe ereditario voglia chiudere la questione prima della sua ascesa al trono. Il perpetuarsi della guerra potrebbe infatti portare nocumento alla sua immagine.

L’Iran può fare quanto richiesto, stante la sua influenza sugli houti, che hanno potuto resistere solo grazie al suo aiuto. Se la trattativa tra Ryad e Teheran prendesse forma, potrebbe favorire un attutimento delle tensioni nel Medio oriente, straziato dallo scontro tra le due potenze regionali.

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