20 luglio

Trump: non più armi ai “ribelli” siriani

«L’accordo del 7 luglio sulla Siria fra Stati Uniti e Russia prevede anche la fine del controverso programma di addestramento dei ribelli anti-Assad da parte della Cia. Secondo il Washington Post, ieri il presidente americano Donald Trump ha dato ordine di sospenderlo». Così Giordano Stabile sulla Stampa del 20 luglio.

 

Nell’articolo si legge che l’America ha «addestrato e armato pesantemente» non solo le Syrian democratic forces ma anche diverse «formazioni minori», ovvero jihadiste.

 

Un’operazione che ha solo alimentato il terrorismo. Si legge infatti: «Il programma ha dato però scarsi risultati. Nel Nord-Ovest i ribelli moderati sono stati surclassati dalle formazioni jihadiste, come Ahrar al-Sham, Al-Nusra e Jaysh al-Islam. Molti gruppi addestrati, a cominciare dal 2013, sono poi passati a gruppi estremisti, con gli armamenti forniti dagli americani».

 

Sono anni che scriviamo cose simili su Piccolenote o le leggiamo su siti simili; leggerle su uno dei quotidiani mainstream, che in questi anni hanno raccontato tutt’altro, fa una certa impressione. Vuol dire che il vento è cambiato davvero. Anche per questo Trump trova così grande contrasto in patria e all’estero.

 

Detto questo, non bisogna alimentare illusioni definitive: se certo la decisione del presidente americano è di grande portata, soprattutto politica (perché dà la misura di quanto tenga all’accordo con i russi), i vari gruppi ancora attivi sul territorio siriano continueranno a ricevere armi dai sauditi e dai loro alleati, oltre che da altri Paesi e ambiti che vogliono lucrare dei dividendi da questa sporca guerra. Che così continueranno a finanziare il terrorismo.

 

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11 agosto

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