Postille

17 luglio 2017

Monete complementari e dintorni

Gianni di Noia

 

Le cronache di questi giorni stanno portando alla ribalta notizie riguardanti monete complementari e criptovalute, in altre parole forme diverse di monete elettroniche.

 

Ai più risulteranno sconosciute, eppure qualcuno avrà notato che le notizie su queste nuove monete hanno soppiantato le controversie riguardo l’uscita dall’euro. Un caso? Chissà!

 

Ma cosa sono queste nuove monete?

Partiamo dal tipo di moneta complementare che potrebbe, almeno a stare ai media, prendere forma a Roma e a Torino. In pratica una comunità di soggetti può organizzarsi per scambiarsi servizi, prestazioni professionali, beni, senza scambiarsi denaro. Chi svolge il lavoro sarà creditore di un importo, mentre chi lo commissiona sarà debitore della stessa somma.

 

Non avviene scambio di moneta, ma ciascuno potrà scambiare il suo credito o debito con altri soggetti appartenenti alla stessa comunità. Alla fine crediti e debiti si andranno a compensare e in questo modo si favoriscono gli scambi e la circolazione del lavoro tra la comunità, cosa più che importante in un momento come l’attuale, nel quale la circolazione del denaro è più che ridotta. La moneta è costituita appunto dal credito/debito e ha un valore pari all’euro.

 

Per capirci, un ristoratore può commissionare alcuni lavori per il suo locale a un muratore per un importo di 1.000 Monete Complementari pari a 1.000 euro. A fine lavori il muratore sarà creditore di 1.000 MC mentre il ristoratore sarà debitore della stessa cifra. Il muratore potrà utilizzare il suo credito di 1.000 MC per pagare il suo commercialista.

 

Il credito del muratore verso il ristoratore si compensa con il debito verso il commercialista. A quel punto il commercialista potrà utilizzare il suo credito di 1.000 MC per pagare un ricevimento ai suoi migliori clienti, commissionando tale evento al ristoratore di cui sopra. Anche in questo caso credito e debito si compensano.

 

In questo modo anche il ristoratore potrà compensare il debito nei confronti del muratore con il credito acceso nei confronti del commercialista. Tutti hanno svolto e ricevuto delle prestazioni professionali senza scambiarsi un euro. Il tutto è perfettamente legale, perché ogni transazione sarà fatturata regolarmente e le tasse saranno pagate con gli euro che i tre soggetti incasseranno dai clienti che non aderiscono alla rete.

 

Queste transazioni possono facilmente essere gestite con una applicazione informatica che registra tutti gli scambi e fornisce a tutti un saldo tra debiti e crediti.

Questa moneta, avendo un valore pari all’euro, non consente quindi speculazioni finanziarie; non conviene risparmiarla quindi deve essere spesa. È facilmente intuibile che tale tipo di commercio aumenta la velocità di circolazione del denaro e quindi è un grande sostegno alle attività produttive.

 

Oltretutto la creazione di questa moneta non è intermediata dalle banche e quindi, fattore notevolmente importante, non viene creata a debito. A qualcuno potrà sfuggire il dettaglio ma vi garantisco che è di grande importanza.

 

La MC potrebbe sembrare un’utopia di difficile realizzazione, eppure sono molte le monete complementari nate spontaneamente. In Italia la più famosa è senza dubbio il Sardex che riunisce tra di loro più di 4.000 imprese in Sardegna; l’equivalente, nel Lazio, è il Tibex, meno diffuso seppur in rapido sviluppo.

 

Insomma parliamo di realtà già esistenti e ben sperimentate. È quindi auspicabile che le proposte volte a introdurre tali monete possano presto tramutarsi in iniziative concrete, magari con il supporto di quegli esperti economisti, ad esempio Nino Galloni, che da tempo teorizzano l’utilizzo di queste monete complementari come mezzo per uscire dalle politiche di austerità imposte dall’Europa.

 

Tali monete non vanno confuse con le criptovalute. Molti lettori avranno sentito parlare di Bitcoin, magari di recente, quando hackers informatici hanno chiesto un riscatto in tale moneta per liberare i computer di società importanti che avevano precedentemente attaccato con virus informatici.

 

Il Bitcoin e le altre criptovalute sono una realtà molto seria che cambierà presto la nostra vita. Alla base di queste monete c’è una rete di persone che tramite internet possono scambiarsi un codice inviolabile. Nel caso del Bitcoin, questo codice è una moneta virtuale, perché viene accettata in pagamento per acquistare prodotti on line.

 

Siccome sempre più persone stanno entrando in questo circuito monetario, il prezzo del Bitcoin è schizzato in alto. Emesso nel 2010 con un valore di pochi centesimi vale oggi più di 2.000 $, una rivalutazione pazzesca.

 

Ma la tecnologia  della blockchain  (catena di blocchi) che utilizza il sistema dei Bitcoin è oramai disponibile a tutti. Sono quindi nate molte altre valute in tutto il mondo: ad oggi se ne contano circa 960.

 

Alcune sono inaffidabili, altre invece risultano molto interessanti. Tali circuiti possono trasferire moneta senza intermediazione del sistema bancario, con tempi più veloci e costi inferiori.

 

Ma l’utilizzo di questa tecnologia non si ferma alle valute. L’Ethereum ad esempio è una moneta di recente creazione basata su una tecnologia che consente di trasferire da un computer all’altro non solo monete ma anche contratti.

 

Recentemente si parlava di mettere in rete i certificati di autenticità dei quadri d’autore: la vendita di un quadro avverrebbe con un trasferimento del certificato di autenticità (assieme al denaro), per cui si smaschererebbe il mercato dei falsi o delle opere rubate.

 

Immaginate la possibilità di vendere o comprare casa con un passaggio del contratto attraverso questi codici criptati inviolabili. Niente più spese notarili… Oppure ipotizzate la possibilità di rendere disponibili i certificati di efficienza energetica di una casa… Abbiamo fatto esempi non casuali, cioè basati sulla caratteristica peculiare di questa tecnologia che è quella di rendere tali informazioni rapidamente disponibili e visibili.

 

Trasparenza, efficienza e rapidità. Ricordate Napster e la possibilità di reperire musica in un attimo tramite un soggetto sconosciuto che l’ha messa in rete dall’altra parte del mondo? Lo stesso oggi si fa con valute e contratti.

 

Attualmente le criptovalute sono però oggetto di un’ondata speculativa che prima ne ha gonfiato i prezzi e poi li ha fatti scendere. I rischi di bolle speculative, ben note al mondo della finanza, sono evidenti, ma non fermeranno lo sviluppo di tali valute.

 

Quello speculativo non è l’unico rischio legato al proliferare di tali valute. Tante, infatti, sono le riflessioni da fare e che si faranno al riguardo. Ma l’obiezione di fondo, che nasce spontanea, e che riguarda il fatto che si tratta di monete virtuali create dal niente ha poco spessore.

 

Basta vedere, infatti, quel che sta avvenendo per l’euro, i dollari o lo yen. Anche tali monete sono create dal niente: la BCE emette denaro dal nulla per 60 miliardi di euro al mese; il Giappone viaggia al ritmo di oltre gli 80 miliardi di yen al mese; mentre dal canto suo la Federal Reserve ha creato migliaia di miliardi di dollari dallo scoppio dalla crisi.

 

Resta un mistero, o forse no, il fatto che l’emissione di questa enorme mole di denaro nel circuito finanziario non abbia sortito nessun effetto sull’economia. Una criptovaluta invece è perfettamente trasparente: tutti i partecipanti alla rete possono avere le informazioni a suo riguardo in tempo reale. 

 

Ma al di là delle controversie e dei dubbi, l’affermazione di tali valute è ormai un dato irreversibile, destinato a cambiare, e presto, la nostra vita. È bene quindi iniziare a prendere confidenza con esse.

 

Se qualcuno ne diffida sappia che il Giappone ha già legalizzato l’uso del Bitcoin come moneta di scambio e presto pare che anche la Banca Centrale americana inizierà a emettere una moneta simile. Il domani è già oggi.

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