7 luglio

La Polonia vuole creare l’Intermarium

Il 6 luglio Donald Trump è sbarcato Europa, in Polonia, tappa intermedia in vista del G20 di Amburgo. Qui si è fatto vedere al consesso convocato dalla presidenza polacca per l’Iniziativa dei Tre mari, al quale ha dato la sua benedizione.

Ne scrive Maria Serena Natale sul Corriere della Sera dello stesso giorno: «dodici Paesi tra Baltico, Adriatico e Mar Nero, un blocco centro-orientale in funzione di contenimento anti-russo e di contrappeso rispetto a Berlino e Bruxelles, da cementare sui temi della sicurezza militare, strategica ed energetica».

Lanciato dal presidente Andrzej Duda nel 2016, il progetto riecheggia il sogno dell’intermarium caro al maresciallo Józef Pilsudski, padre della patria polacca. Tale progetto, secondo la Natale, mira anche a creare un nuovo soggetto sovranazionale che si propone «come interlocutore necessario per Pechino che con la Nuova Via della Seta ha già trovato uno sbocco diretto nel cuore dell’Europa».

La Polonia ha mire egemoniche sull’Europa dell’Est da quando è crollato il Patto di Varsavia e i Paesi satelliti di Mosca hanno ritrovato la libertà. Ma mancava un progetto adeguato a tale aspirazione. L’intermarium è appunto quel progetto.

Val la pena accennare a come da tempo gli Stati Uniti hanno immaginato di contrapporre la nuova Europa, quella dell’Est, a quella Vecchia, dell’Ovest, a volte anche riuscendovi. Una immagine codificata durante l’amministrazione di George W. Bush.

Sotto questo profilo, la benedizione trumpiana resta in quel solco. Tale area, al di là delle aspirazioni polacche, serve soprattutto a impedire una evenienza che gli Stati Uniti da tempo vedono come una catastrofe di scala planetaria: la sinergia russo-tedesca.

La capacità produttiva tedesca e le risorse russe, infatti, creerebbero la più importante area economico-finanziaria del mondo, in danno delle attuali. Da qui la necessità di contenere la Russia.

Più che probabile che tale progetto sia foriero di nuove conflittualità, stante che Russia e Polonia da secoli sono confliggenti. L’Europa non ha bisogno di allargare le aree di attrito con Mosca, ma di riassorbirle.

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