21 giugno 2017

Jet Nato minaccia ministro Difesa russo

«Un F-16 della Nato ha tentato di avvicinare l’aereo sui cui volava il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu nei cieli sopra le acque del mar Baltico. Lo riporta Ria Novosti. Ma un caccia russo Su-27 è intervenuto e si è interposto fra l’aereo su cui volava il ministro e il jet della Nato. Secondo quanto riporta la Tass, l’aereo russo avrebbe “mostrato gli armamenti” e a quel punto il jet Nato si è ritirato.
Shoigu era diretto a Kaliningrad, per una riunione con il dipartimento militare della regione sul tema della sicurezza strategica
». Questa una nota dall’Antidiplomatico.

Si è trattato evidentemente di una provocazione, stante che è impossibile che la Nato non fosse a conoscenza che su quell’aereo ci fosse il ministro della Difesa russo. Mai, nel dopoguerra, neanche ai tempi della Guerra Fredda, si è assistito a una provocazione di così alto livello. Un atto criminale, che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime per il mondo intero. E che resterà impunito.

Tale incidente segue l’abbattimento dell’aereo siriano da parte dell’aviazione statunitense, altro atto criminale dal momento che gli Stati Uniti non hanno nessun titolo giuridico per operare in quel Paese e che tale improvvida iniziativa bellica avrebbe potuto innescare un’escalation di grandi proporzioni.

I russi, infatti, dopo il bombardamento della base aerea siriana di Shayrat da parte statunitense, avevano detto chiaramente che la Siria è un Paese alleato di Mosca e non avrebbe tollerato altri attacchi.

C’è qualcuno che vuole innescare un conflitto su scala globale. Fortunatamente Mosca ad oggi sta tenendo. Ma resta da capire se tali provocazioni continue siano iniziative isolate o meno.

Infatti, l’insistenza sembra appartenere a qualche strategia frutto della mente contorta di qualche dottor stranamore: una strategia volta a rendere inevitabile una risposta di Mosca, dal momento che si avvicinano le elezioni (2018) e Putin non può permettersi di apparire debole.

Si spera che nell’amministrazione americana o altrove in Occidente qualcuno riesca a porre un freno a questa deriva incendiaria.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this page