16 giugno

Un notes per le dimenticate del Congo

I miei amici degli Occhi della Guerra mi hanno girato un breve documentario. Più che bello, caro (cliccare qui per vederlo). Che narra sofferenza. E cupa disperazione.

È il cuore di tenebra, il Congo, o Repubblica democratica del Congo come si chiama ora. Dove le multinazionali continuano a predare sottosuolo e vite innocenti.

Perché per depredare muovono guerra alla popolazione locale. Una guerra non dichiarata. Fatta di bande e banditi al soldo di qualcuno che sta al soldo di qualcun altro e così via fino alla fine. Cioè fino a chi raccoglie i frutti di questa violenza perpetua. Chi compra e rivende le ricchezze predate.

Il video narra di una violenza particolare, quella carnale. Su donne e bambine/i. Al tempo della guerra aperta, quella dichiarata, si usava lo stupro massivo, usato appunto come arma di distruzione di massa. Un’usanza che dura, a quanto pare.

C’è uranio nel cuore di tenebra.  E oro e diamanti. E soprattutto coltan, quello che serve per far cellulari e computer. La più grande riserva di coltan del mondo.

Ne ho scritto anche io, povero cronista, in passato. Di questa violenza e di questo dolore lontano ed ignoto (del caso cliccare qui e qui).

Ma allora era denuncia la mia. Anche giusta, se non necessaria, inevitabile direi. Come anche la commozione di allora, che prendeva il cuore a vedere quei volti precipitati in un abisso di dolore. D’altronde Rachele piange e non cerca consolazione, recita la Bibbia.

Ma oggi a rivedere quei volti e quei gesti impressi nel video, mi è venuto in mente anche altro.

Un brano del testamento del padre Christian de Chergé, il monaco ucciso in Algeria da altri assassini (che poi son sempre gli stessi).

Quel passo che recita così: non ho più «l’innocenza dell’infanzia. Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra, ahimè, prevalere nel mondo».

Parole che aiutano la commozione a farsi realista. E la commossa partecipazione a sciogliersi in una povera, sommessa, preghiera.

Ps. Il documentario ha vinto premi nel mondo. Più che meritati.

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4 settembre

Notes

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