Postille

12 giugno 2017

Siria e Iraq: il contatto

Con un comunicato carico di significato sabato scorso l’agenzia stampa di Damasco Sana (Syrian arab news agency) ha dato notizia che le Forze armate siriane hanno raggiunto il confine iracheno nella località di al Tanf, stabilendo un primo contatto diretto con le truppe irachene da quando è iniziata la guerra.

 

Un contatto con milizie “amiche”, si legge nel comunicato, dal momento che Bagdad da tempo è entrata nell’orbita sciita, legandosi, come Assad, all’Iran.

 

Un’alleanza che ha permesso sia a Damasco che a Bagdad di giovarsi delle milizie sciite emanazione di Teheran per aver la meglio sui propri nemici interni, non solo i terroristi dell’Isis, ma anche le milizie jihadiste legate alle petromonarchie del Golfo.

 

Il ricongiungimento tra le milizie di Bagdad e quelle di Damasco rappresenta una «svolta strategica della lotta al terrorismo», titola l’Agenzia Sana.

 

In effetti avevamo più volte segnalato come la lotta per il controllo del limes (confine) iracheno-siriano fosse da tempo diventato il focus delle operazioni militari che si stanno svolgendo in parallelo in Iraq e Siria.

 

Il controllo della frontiera siro-irachena, infatti, stabilisce una continuità geografica tra Teheran e Hezbollah, uno scacco alla strategia posta in atto in questo ultimo quindicennio dai neocon in Medio oriente, volta a ridimensionare, fino all’annichilimento, il peso dell’Iran in Medio oriente.

 

Una strategia che aveva avuto nella guerra iracheno-iraniana, quando Saddam Hussein era ancora legato a doppio filo agli Stati Uniti d’America, il suo sanguinoso pregresso.

 

Teheran ha resistito alle diverse guerre e oggi appare più forte di prima, o almeno la sua area di influenza è più estesa di un tempo.

 

Certo, ad oggi ad al Tanf è stata solo messa una bandierina, ma significativa. Va tenuto in debito conto, infatti, che nel maggio scorso gli Stati Uniti avevano bombardato un convoglio di milizie sciite diretto proprio in questa zona. Una iniziativa bellica che rappresentava un monito a Damasco a non perseguire tale obiettivo.

 

Invece la bandierina alla fine è stata collocata, senza che ciò suscitasse ulteriori interferenze da parte dell’aviazione degli Stati Uniti. Come se, tacitamente, ci sia stata una sorta di placet, probabilmente necessitato dall’esigenza di non creare incidenti di percorso tali da dar vita a pericolose escalation (in particolare con i russi, alleati di Damasco).

 

Certo, la conquista di al Tanf è tutta da consolidare, ma, dato il pregresso, è probabile che ciò avvenga. Per chiudere questa fase del conflitto siriano resta però da definire il destino di Raqqa e Deir Ezzor.

 

A Deir Ezzor la situazione è stazionaria: l’Isis da tempo ha stretto d’assedio la città, che resiste eroicamente. Su questo stallo gravano due incognite. La prima è la spinta di Damasco per liberare la città, debellando del tutto l’Isis dalla zona. Spinta che sembra inarrestabile, se non che una variabile rende tutto più complicato.

 

La variabile è data dall’offensiva su Raqqa guidata dagli americani. La capitale del Califfato in terra siriana sembra destinata a collassare nel breve-medio periodo, procurando all’amministrazione americana “la vittoria sul terrorismo” della quale ha bisogno (almeno in chiave propagandistica, ché la partita del Terrore non si gioca certo qui…).

 

Una vittoria che servirà anche a consegnare agli alleati locali di Washington curdi e milizie jihadiste legate ai sauditi, parte del territorio siriano.

 

Ma la battaglia di Raqqa sta registrando non poche ambiguità: i russi, infatti, hanno accusato gli americani di aver stretto dei patti con l’Isis, tali da permettere ai terroristi di lasciare indisturbati Raqqa e dirigersi a Deir Azzor e così aumentare la pressione sulla città assediata.

 

Un’accusa più che aleatoria, se si tiene a mente quanto accaduto a Mosul (ne abbiamo scritto in altra nota), ma vedremo gli sviluppi.

Due battaglie connesse e complicate, insomma, quelle a Raqqa e Deir Ezzor, dalle quali dipenderà tanto.

Ma intanto quanto successo ad al Tanf va registrato con la dovuta attenzione.