Notes

22 maggio 2017

In silenzio

Stupenda l’introduzione che il papa emerito Benedetto XVI ha scritto per il libro del cardinal Robert Sarah sull’importanza del silenzio nella vita cristiana («La forza del silenzio. Contro la dittatura del rumore», Cantagalli editore).

 

Un silenzio che aiuta a cogliere l’essenziale, quell’essenziale che «caratterizza la Chiesa orante, che impara sempre di nuovo dal Signore stesso cosa sia il culto».

 

Una paginetta alla quale rimandiamo (cliccare qui) e che, purtroppo, è stata letta anche come una critica o indebita ingerenza rispetto al Pontefice regnante.

 

Al di là che in quella paginetta Ratzinger ringrazia il suo successore per aver scelto il cardinal Sarah alla guida della Congregazione per il culto divino, ci risulta facile e bello sottrarci a questo esercizio dialettico.

 

Semplicemente non ci interessa. Mentre interessa, eccome, segnalare lo scritto di Ratzinger, nitido nella tempesta che rabbuia il mondo.

 

Piace, ancora, nel segnalare tale scritto, rinvenire come una sintonia tra quella paginetta e certa sensibilità che don Giacomo Tantardini tentava di trasmettere ai suoi amici (certe cose si possono solo suggerire, è il Signore a toccare i cuori, magari solo per un istante).

 

Ad esempio quando ripeteva, commosso, un cenno contenuto in una preghiera a san Riccardo Pampuri: «Hai pregato nel silenzio delle nostre chiese».

 

Oppure quando nelle sue omelie ripeteva, altrettanto commosso, le parole del salmo: «Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci».

 

Sintonie, echi lontani. Che non vogliono aggiungere nulla allo scritto di Ratzinger, semplicemente lo rendono più caro e prossimo. Di aiuto alla preghiera.