Postille

20 maggio 2017

Siria: la guerra del limes

Due giorni fa l’aviazione degli stati Uniti ha bombardato un convoglio di miliziani sciiti ad Al-Tanf, località siriana presso il confine iracheno. Un bombardamento che ricorda quello compiuto a Deir Ezzor, quando jet Usa uccisero circa 60 soldati siriani.

 

Un bombardamento illegittimo, perché i jet Usa hanno violato lo spazio aereo siriano senza autorizzazione e perché il bersaglio non erano pericolosi terroristi ma milizie alleate di Damasco.

 

Oltretutto compiuto mentre a Ginevra i protagonisti del conflitto siriano trattavano. L’iniziativa bellica poteva far saltare il tavolo negoziati, ma per fortuna non è accaduto.

 

Le trattative, tese a creare delle aree di de-escalation in Siria per attutire la tensione e prevenire incidenti (una proposta avanzata da Mosca) a quanto pare hanno avuto un qualche riscontro, almeno a detta del vice-ministro russo  Gennadiy Gatilov.

 

Ma allora perché bombardare? Il punto è che il confine tra Siria e Iraq è diventato il nodo cruciale del conflitto siriano. L’avanzata delle truppe di Damasco, che stanno riguadagnando il Paese palmo a palmo, potrebbe infatti riportare sotto il controllo di Assad le aree di confine. E ciò mentre le milizie sciite di Baghdad stanno riguadagnando i territori caduti sotto il controllo dell’Isis.

 

Due spinte convergenti, che potrebbero portare alla creazione di un’area sotto il controllo sciita che va da Teheran a Damasco. Si verrebbe a concretizzare la mezzaluna sciita, o cintura sciita et similia, tanto temuta dai Paesi del Golfo quanto da Israele.

 

Tel Aviv, in particolare, percepisce hezbollah, dilagato dal Libano alla Siria, come una minaccia esistenziale. La concretizzazione di una linea diretta dal Libano del Sud all’Iran (altro Paese percepito come nemico esistenziale di Israele) è vissuta come una sorta di incubo, da contrastare in ogni modo.

Timori fatti propri dagli Stati Uniti, da qui il bombardamento.

 

Insomma, l’area a cavallo tra Siria e Iraq, presa dall’Isis subito dopo il ritiro statunitense dall’Iraq, è oggetto di accesa controversia. Anzi oggi che il regime-change in Siria – dopo la conquista di Aleppo da parte di Assad – è di fatto fallito, il nodo del controllo del Confine è diventato il punto focale del conflitto. La guerra del limes è appena cominciata.