Postille

26 aprile 2017

Iran: bocciato Ahmadinejad

Il 20 aprile scorso, il Consiglio dei guardiani della rivoluzione, al quale spetta ammettere o meno i candidati per la votazione della presidenza della Repubblica iraniana, hanno bocciato la candidatura dell’ex presidente Mahamud Ahmadinejad, che si era presentato a sorpresa nonostante la contrarietà espressa dall’ayatollah Khamenei.

 

Figura sinistra, protagonista durante la sua presidenza di innumerevoli incidenti diplomatici con l’Occidente, verso il quale reiterava provocazioni incendiarie, sia minacciando Israele che ostentando lo sviluppo del nucleare, è stato escluso dalla corsa elettorale.

 

Va considerato che la nuova amministrazione americana ha più volte ribadito la volontà di denunciare il trattato sul nucleare iraniano, conseguito non senza fatica sotto la presidenza Obama. La candidatura di Ahmadinejad avrebbe posto una variabile esplosiva in un momento tanto delicato.

 

Se le tensioni con la nuova amministrazione restano, dal momento che essa sembra fin troppo sensibile ai timori ancora presenti in parte della destra israeliana riguardo il nucleare iraniano, la bocciatura di Ahmadinejad indica che Teheran vuole evitare ulteriori motivi di conflitto con Washington. Una buona notizia per il mondo.

 

In parallelo si registra l’accettazione della candidatura dell’attuale presidente, Hassan Rouhani, uomo della moderazione, il quale sembra avviato a una riconferma, nonostante abbia perso il suo più importante sponsor, Akbar Hashemi Rafsanjani, eminenza grigia della politica iraniana, morto nel gennaio scorso.

 

Alcuni analisti avevano immaginato che la sua scomparsa avesse indebolito di molto Rouhani. Evidentemente non è così.