Postille

13 aprile 2017

Il viaggio di Tillerson e il niet all’unilateralismo americano

«Ieri il mondo ha conosciuto ore di ansia. La visita del segretario di Stato americano Rex Tillerson a Mosca, primo incontro tra la nuova amministrazione americana e la dirigenza russa, si è svolta in un clima di altissima tensione».

 

Inizia così un articolo che ho scritto per Occhi della Guerra che spiega come Tillerson avesse ricevuto due incarichi da portare a termine nella sua visita a Mosca, dove ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov e, nonostante tanti ostacoli, il presidente Vladimir Putin.

 

Tillerson doveva verificare se la Russia aveva recepito il messaggio del raid missilistico americano in Siria, diretto contro i russi più che contro i siriani, dal momento che l’obiettivo scelto, tra i tanti possibili, era una base usata anche dai russi.

 

Il messaggio era questo: l’America non intendeva più trattare alla pari con la Russia, come ai tempi della Guerra Fredda, ma reclamava quella primazia mondiale che la vittoria di quella guerra gli aveva consegnato, e che si era dispiegata in maniera assertiva negli anni seguenti.

 

Inoltre Tillerson doveva chiedere la testa di Assad, probabilmente inserendo tale proposta in un quadro diverso del precedente, proprio della passata amministrazione. Un quadro che prevedeva un attutimento delle tensioni in Ucraina.

 

Ha ricevuto due niet. La Russia, questa la sintesi della risposta, si è detta pronta a trattare, ma non intende cedere su punti che reputa essenziali ai suoi interessi vitali. Ed è pronta a sostenere un confronto globale. Se del caso, usando del proprio arsenale nucleare.

 

Un chiarimento, quello di ieri, che potrebbe avere sviluppi virtuosi. Non mancheranno, infatti, pretesti per alimentare il contrasto alla Russia e pressioni per far cadere Assad.

 

Ma la pretesa di agire unilateralmente da parte dell’America da ieri deve fare i conti con la realtà. Che impone dei limiti, delle soglie che è oltremodo rischioso varcare.

 

Per leggere l’articolo integrale cliccare qui.

 

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