Postille

5 aprile 2017

Idlib: fumi tossici sull’informazione

Nella giornata difficile dopo la tragedia di Idlib, una timida speranza arriva dalla Conferenza sulla Siria riunita a Bruxelles. Un incontro convocato dall’Unione europea, con la partecipazione della Russia (che ha mandato un ambasciatore), degli Stati Uniti (con un messaggio del vicepresidente Pence) e, cosa inusuale, anche della Cina.

 

E a Bruxelles, mentre nel mondo soffiano nuovi venti di guerra, tutti i partecipanti hanno confermato che l’unica soluzione possibile alla guerra in Siria è una soluzione diplomatica, che passi dai negoziati di Ginevra.

 

La Conferenza di Bruxelles era chiamata a confrontarsi sugli aiuti umanitari da inviare in Siria. Una riunione alla quale Federica Mogherini, il ministro degli esteri dell’Unione europea, aveva inteso dare un peso diverso e più incisivo per favorire il processo di pace siriano, accompagnando lo scopo primigenio a quello di ricercare modi e forme per accompagnare i negoziati di Ginevra e di iniziare a dialogare in prospettiva di una ricostruzione del Paese.

 

Uno scopo, quest’ultimo, che aveva incontrato l’ostilità di alcuni governi europei, convinti che ogni ipotesi di ricostruzione del Paese debba necessariamente passare per la cacciata di Assad. Cosa che invece nella sessione di Bruxelles non era affatto esplicitata.

 

Purtroppo la riunione è iniziata, al solito, sotto i peggiori auspici. Come ha detto ieri l’inviato dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura, ogni volta che la comunità internazionale cerca di avviare dei negoziati sulla crisi siriana accade qualcosa di «orribile» che rende tutto più difficile. Stavolta è stato il gas di Idlib, che ha infierito anche sui bambini.

 

Ieri, all’inizio della conferenza, nel denso fumo causato dalla strage consumata con le armi chimiche a Idlib, si è consumato un piccolo giallo. In una conferenza stampa a inizio giornata, la domanda d’obbligo alla Mogherini sulla strage. Non ci sono ancora informazioni certe, risponde la Mogherini, ma in ogni caso le autorità siriane hanno una responsabilità della sicurezza dei propri cittadini.

 

Una formula alquanto ambigua (la responsabilità dell’attentato di Nizza ricade su Hollande?), ma allo stesso tempo molto diplomatica, dal momento che non indica responsabilità particolari di Assad. Anzi, incalzata sul tema, specifica di non avere elementi atti a giudicare.

 

Un caso sfortunato vuole che l’agenzia France Press interpreti a suo modo le parole della Mogherini e batta che il ministro degli Esteri della Ue ha indicato in Assad il colpevole della strage siriana. Cosa ripresa da tutti i giornali del mondo, benché altre agenzie di stampa abbiano battuto la dichiarazione in modo corretto.

 

L’onda di riprovazione contro Assad monta. Ed è proprio la Francia a convocare il Consiglio di sicurezza dell’Onu, in una riunione che avrebbe dovuto condannare senza attenuanti Assad. Proposta che incontra il niet russo.

 

Intanto i lavori di Bruxelles proseguono e la Mogherini dichiara che «il compito intrapreso ad Astana da Russia, Turchia e ora anche l’Iran è importante, è sempre più urgente. L’attacco a Idlib lo rende ancora più evidente».
Dichiarazione in controtendenza rispetto alle intenzioni di quegli ambiti che stanno cavalcando l’onda anomala sollevata a Idlib per isolare la Russia e spingere il mondo occidentale a un intervento diretto contro Assad.

 

Raccontiamo questo piccolo retroscena per evidenziare quanto siano estesi i fumi tossici generatisi a Idlib. Fumi che stanno intossicando non poco l’informazione su quanto avvenuto.

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