30 marzo

Siria: prove di convergenza

«I curdi dello Ypg vogliono coinvolgere l’esercito siriano nella battaglia per liberare Raqqa. La capitale dell’Isis è accerchiata da Nord e da Est dall’alleanza arabo-curda Syrian democratic Forces (Sdf), che conta su circa 30 mila combattenti. Ma da Ovest stanno avanzando gli uomini di Bashar al-Assad appoggiati dalle forze speciali russe, ormai a circa 80 chilometri dalla roccaforte islamista». Inizia così un articolo di Alberto Stabile sulla Stampa del 30 marzo, nel quale si ricorda che lo Sdf è sostenuto da Washington.

E accenna a come Talal Sallu, portavoce ufficiale dell’Sdf, in un’intervista pubblicata su un quotidiano locale, abbia dichiarato che i curdi hanno «sempre affermato che i figli della patria siriana sono gli unici ad avere il diritto di liberare le loro zone e l’esercito siriano è parte essenziale della patria siriana e ha il diritto che altri non hanno, e qui intendo la Turchia». Il riferimento ad Ankara non è casuale, stante che anche Erdogan vorrebbe prendere parte all’assalto finale a Raqqa.

Notizia importante per tanti motivi. Anzitutto segnala una convergenza sul teatro di battaglia siriano tra Stati Uniti e Russia. Convergenza attuata tramite le milizie curde, che rappresentano un ponte tra i due.

Se verrà effettivamente realizzata, sarà necessario anche un coordinamento, seppur tacito, tra l’aviazione statunitense e quella russa, come anche un qualche collegamento di intelligence e altro.

Si tratta di un cambiamento di non poco conto, impossibile solo un mese fa. L’aria nuova che è entrata nella Casa Bianca con Donald Trump sta avendo qualche effetto. Niente affatto nefasto, come invece da narrazione corrente.

La convergenza russo-americana in Siria ha un recente precedente che confermerebbe lo scenario descritto da Stabile. Anche a Mambj americani, russi, curdi e siriani si sono coordinati per strappare la città all’Isis e tener fuori dalla partita la Turchia, che con la scusa di inseguire i terroristi del Pkk e del Pyd sta tentando di ritagliarsi zone di influenza in territorio siriano.

Come detto in altra nota, la convergenza tra siriani e curdi sembra indicare che il Pyd e il Pkk hanno rinunciato al sogno di creare uno Stato curdo in Siria in favore di un ritorno all’integrità territoriale siriana. Prospettiva coincidente con quella di Damasco. Tale convergenza rafforza Assad.

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