Mondo

29 marzo 2017

Valls va con Macron

«L’ex primo ministro Manuel Valls conferma quanto trapelato ieri in tarda serata dopo una riunione con i suoi fedelissimi: il suo voto non andrà al vincitore delle primarie socialiste, Benoit Hamon, ma al leader di “En Marche!”, Emmanuel Macron». Così sull’Ansa del 29 marzo.

 

La decisione di Manuel Valls è dettata dalla preoccupazione per l’esito della prima tornata delle elezioni francesi, che potrebbe vedere l’affermazione delle destre, ovvero dei gollisti François Fillon e del Front National di Marine Le Pen, sugli altri partiti, i quali sarebbero così esclusi dal ballottaggio finale.

 

L’indicazione tacita di Valls agli elettori socialisti è quella di abbandonare la nave progressista, destinata ad affondare, per salire sul carro del global-centrista Macron, permettendo così a quest’ultimo l’accesso al ballottaggio al posto di Fillon.

 

Il cambio di casacca dell’ex premier francese avviene in contemporanea con la formalizzazione dell’indagine a carico della moglie di Fillon, Penelope, accusata anch’essa, come il marito, di aver percepito indebitamente soldi del Parlamento.

 

Nonostante i rovesci giudiziari sempre più incalzanti, Fillon non ha ancora abbandonato la corsa, moltiplicando gli strali contro la magistratura che non sarebbe aliena da influenze di parte.

 

Il partito gollista, prima ump oggi republicaines, si è sempre caratterizzato come partito della destra moderata, né ha mai conosciuto la radicalizzazione di temi e toni propri della campagna di Fillon.

 

Ciò immette una variabile nuova nel meccanismo elettorale francese, che nel ballottaggio prevede la convergenza degli elettori dei vari partiti sul candidato avverso al Front, che paga la sua vera o presunta ascendenza fascista.

 

La radicalizzazione che caratterizza la campagna di Fillon potrebbe portare, in caso di esclusione dello stesso dal ballottaggio, a far confluire una parte dei suoi elettori sul Front, cosa impossibile fino alle ultime elezioni.

 

Ma è solo una delle variabili in campo. Da qui a maggio, mese in cui si consumerà il duello finale che deciderà dei destini della Francia (e non solo), la tenzone si arricchirà di altre variabili. Periodo complesso per Parigi, e denso di oscure incognite.

 

Nota a margine. Ovviamente Valls spera che il suo endorsement gli guadagni, in caso di vittoria di Macron, un nuovo ruolo nella politica, dopo la sconfitta imprevista alle primarie socialiste che lo ha relegato ai margini.

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