Mondo

24 marzo 2017

Duterte si avvicina alla Russia

«Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha autorizzato le navi da guerra russe ad accedere alle acque territoriali filippine. Lo riporta oggi l’agenzia Bloomberg».

 

«Durante la conferenza stampa che si è svolta a Manila, Duterte ha anche dichiarato che le navi della Marina militare russa potranno ormeggiare presso le coste filippine preavvisando le autorità statali. La stessa autorizzazione, evidenzia Bloomberg, è stata accordata da Duterte anche alle navi militari cinesi».

 

La notizia è stata riportata da Sputnik il 23 marzo. Con questa mossa Rodrigo Duterte sembra fare un altro passo verso quel cambiamento geopolitico avviato all’inizio della sua presidenza, che vede le Filippine allontanarsi dalla storica alleanza con gli Stati Uniti per avvicinarsi all’asse Russia – Cina.

 

Da parte loro, da tempo i russi cercano di allargare la proiezione della propria flotta nell’area del Pacifico, in raccordo con la Cina, per la quale tale area è vitale.

 

Lo scorso anno il ministro della Difesa russo aveva annunciato che verrà costruita una nuova base navale nelle isole Curili (contese con il Giappone). La concessione di Duterte rappresenta un nuovo tassello nella direzione indicata.

 

Le acque del mar cinese, di cruciale importanza per il commercio internazionale e per le ricchezze nascoste nelle sue profondità (gas e petrolio), vedono un pericoloso conflitto di interessi tra il Dragone e i Paesi alleati degli Stati Uniti, anzitutto il Giappone.

 

La libertà di manovra e di attracco nei mari delle Filippine concessa da Duterte offre a Cina e Russia vantaggi geostrategici rilevanti, che vanno a incidere nel rapporto di forza che si sta consumando in tali acque.

 

Si spera che la mossa possa portare un maggiore equilibrio nell’area, ma è tutto da vedere. Il problema a monte delle tensioni che si stanno accumulando in questo angolo di mondo è che qui si sta giocando forse la più importante partita geopolitica del pianeta: in questo conflitto ad oggi potenziale (ma ad alto rischio esplosivo) si gioca infatti il destino della Cina.

 

Quel destino di potenza egemone del mondo che gli Stati Uniti da tempo tentano di contrastare in tutti i modi, stante che contrasta con la proiezione futura di Washington. I rischi di un conflitto sono altissimi.