28 dicembre

La Brexit e la salute della Regina

La Brexit? «Non c’è ancora la sicurezza definitiva dell’uscita perché la Corte suprema della Gran Bretagna a gennaio deciderà se, per innescare la Brexit, sarà necessario un voto d’approvazione del Parlamento».

 

«In quel caso ci potrebbe essere un ribaltone. Al momento poco probabile, ma nel frattempo crescono le pressioni per creare un ambiente favorevole al Remain. Nei giorni scorsi, per esempio, sono stati diffusi diversi sondaggi (di dubbia affidabilità) in cui si sostiene che se si votasse oggi vincerebbero i sostenitori della permanenza nell’Ue». Così su Milano Finanza del 27 dicembre.

 

Nota a margine. Situazione delicata. Che va letta anche nel contesto di un’altra situazione delicata. La regina Elisabetta ha il raffreddore. Tanto che ultimamente ha dovuto annullare diversi appuntamenti ufficiali.

 

Il raffreddore per gli anziani è malattia insidiosa, con insidie esponenziali per i potenti (basti pensare ai “raffreddori” che hanno mietuto illustri vittime in Unione Sovietica e Paesi satelliti).

 

È notorio, benché solo sussurrato, che la regina è stato il referente dei fautori della Brexit. Che senza di lei si ritroverebbero smarriti. Se poi le dovesse succedere Carlo, fautore invece del remain, la formalizzazione dell’uscita dell’Inghilterra dalla Ue sarebbe ancora più difficile.

 

Se avvenisse il ribaltamento dell’esito del referendum, cosa comunque ad oggi davvero difficile, sarebbe il più grande vulnus alla democrazia avvenuto in un Paese occidentale dal dopoguerra…

 

«Dio salvi la regina»: è invocazione notoria. A quanto pare tale prece è stata già esaudita al momento dello svolgimento del referendum, tanto che nel primo incontro ufficiale dopo la consultazione popolare, all’ospite che le chiedeva come stesse, lei aveva risposto: «Sono ancora viva». Si spera in una reiterazione.

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