25 novembre

Europa: torna di moda la censura

Il Parlamento europeo ha condannato alcuni media russi come Sputnik o Russia Today, che hanno un notevole riscontro di lettori in Occidente.

 

Previste anche sanzioni contro questi oscuri strumenti della propaganda russa. Una condanna che è indice di quanto sia forte la pressione per contrastare in ogni modo la Russia, tanto da riesumare strumenti obsoleti, propri di tempi infausti, come la censura.

 

Il problema è che questi media pare che incontrino il gradimento della gente, tanto da avere a volte più lettori dei media della propaganda opposta, ché su certi temi sensibili, in particolare quelli di interesse internazionale, i media europei sono più che appiattiti ai desiderata dell’establishement.

 

Basti pensare alla tragedia siriana, che dal suo inizio viene narrata come epica guerra civile, dove eroici ribelli sfidano il sanguinario dittatore. Narrazione che copre una realtà ben diversa, ovvero il tentativo da parte dell’Occidente e dei suoi manutengoli d’Arabia di abbattere un regime inviso usando di bande di jihadisti sanguinari.

 

Proprio di questi giorni sui giornali è rimbalzata la notizia che il regime ha distrutto l’ultimo ospedale di Aleppo Est, la parte della città nelle mani dei cosiddetti ribelli. Narrazione che sfiora il ridicolo, dal momento che da tempo viene riportata analoga notizia, tanto che questo sarebbe l’ultimo di una serie di ultimi ospedali colpiti dai militari siriani in Aleppo Est (ovviamente le notizie sugli ospedali colpiti dai cosiddetti ribelli, e su altri orrori che spargono a piene mani, stentano a filtrare da queste parti).

 

A titolo di esempio di come si costruisce tale narrativa, val la pena accennare alla simpatica impaginazione di un articolo della Stampa del 25 novembre, nel quale si dà la notizia dell’uso di armi chimiche da parte dei cosiddetti ribelli di Aleppo Est, gli eroici di cui sopra. Questo il sorprendente titolo: «La Russia accusa: la Siria ha usato iprite contro i civili di Aleppo» (cliccare qui per leggere l’articolo).

 

La Siria, cioè Assad, al quale da tempo la narrazione occidentale tenta di attribuire l’uso di armi chimiche per criminalizzarlo ancora di più. E dire che nell’articolo si legge l’esatto contrario (davvero difficile immaginare un refuso, a meno che il titolista non abbia avuto un abbaglio astrale…).

 

Altra cosa simpatica è che la notizia, vera nel suo contenuto, è evidentemente ripresa dai media russi, quelli incriminati dal Parlamento europeo, che sono gli unici ad averla data (evidentemente li legge e gli dà credito anche chi li contrasta, libertà negata ad altri… ). Per chi vuole, può leggerla appunto su Sputnik cliccando qui.

 

Ci sarebbe tanto da aggiungere, ad esempio sulla tanto ventilata libertà di stampa, valore fondante dell’Occidente quando serve, che permette a tutti di scrivere tutto (qualcuno ricorda Je suis Charlie?). E che lascia alla sensibilità e all’intelligenza dei lettori distinguere tra propaganda e notizia.

 

Evidentemente, invece, i lettori occidentali hanno bisogno di tutela, quella garantita da certo establishement che si arroga il diritto di decidere cosa si debba leggere e cosa no. Ma ci fermiamo qui, dal momento che certe derive, pure inquietanti, appartengono, più che alla tragedia, alla farsa.

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