Notes

15 novembre 2016

La fine dell’Anno Santo

Si è concluso domenica il Giubileo straordinario della Misericordia. Un Anno santo voluto da Francesco per ricordare ai fedeli e al mondo come sia essenziale per la fede cristiana la misericordia del Signore.

 

Si son fatti bilanci sulle presenze a Roma, pochine invero ché lo scopo del Giubileo non era richiamare folle nelle vie della città eterna, ma indicare alle folle la via dell’eterna città celeste.

 

Chiuso lo straordinario, resta l’ordinario. Un ordinario nel quale, val la pena rammentarlo, ogni giorno si può ricevere quell’indulgenza plenaria legata in questo anno anche al transito della Porta Santa.

 

Basta allo scopo recitare il santo rosario in due o più persone, condizione che rimanda alla promessa di Gesù riguardo alla sua certa presenza nel luogo in cui due o tre persone si danno convegno nel suo nome.

 

E legare a tale pratica le condizioni usuali per ricevere l’indulgenza, ovvero aggiungere al rosario preghiere per le intenzioni del Papa, confessarsi e comunicarsi alcuni giorni prima o dopo.

 

È richiesto, inoltre, che durante la recita della preghiera sia assente qualsiasi affezione al peccato, anche veniale.

 

Quest’ultima cosa è un dono del Signore, accennava don Giacomo Tantardini, una grazia che rende più attraente il piacere di esser voluti bene dal Signore che non i piaceri che procura il mondo. E proprio questa genesi divina merita la divina indulgenza.

 

Anche per questa condizione l’indulgenza non può essere comprata, come da scandalo della vendita delle stesse che destò il parallelo scandalo di Martin Lutero (e di altri, è bene rammentarlo).

 

Così, nonostante si siano chiuse le Porte Sante, la Chiesa continua a erogare i doni di misericordia da essa ricevuti dal Signore.

 

Doni che continuano nell’ordinario, ché il Signore usa intervenire in maniera straordinaria, magari anche con un piccolo cenno, nell’ordinario. Per rendere più facile e felice il cammino ai poveri fedeli che tutto attendono dalla sua misericordia.