14 novembre

Bulgaria (e Moldavia): virata a Est

vote-in-bulgaria«Riallacciare le relazioni con Mosca ed abolire le sanzioni contro la Russia. Sono i pilastri del programma con il quale Rumen Radev, il candidato alle presidenziali in Bulgaria appoggiato dai socialisti, si è imposto al ballottaggio contro la rivale conservatrice. Con il 58% dei consensi Radev si è assicurato la successione al Capo dello Stato indipendente Rosen Plevneliev».

«“Oggi la democrazia in Bulgaria ha vinto sull’apatia e la paura, nonostante il governo sventolasse lo spauracchio di un’apocalisse se avessimo vinto, avete votato per il cambiamento” ha detto il candidato del partito socialista Rumen Radev». Così su Euronews del 13 novembre.

Nota a margine. Un esito elettorale giunto a ridosso del voto americano e che, combinato con il parallelo voto in Moldavia, dove ha vinto un altro candidato filorusso, rafforza Putin nell’Europa dell’Est.

Paese di poco peso internazionale, la Bulgaria ha certo valore geostrategico, perché confina a Sud con la Turchia (che di recente ha allacciato buoni rapporti con Mosca) e Grecia, mentre a Est con la Serbia, aree che la Russia considera molto importanti per la sua influenza.

Così il voto in Bulgaria, e quello parallelo in Moldavia, costituisce un piccolo tassello di un cambiamento che potrebbe favorire la sospirata distensione tra Russia e Unione europea, che deve passare necessariamente attraverso l’abolizione delle sanzioni, le quali rappresentano uno strumento di pressione economico-politica ma hanno anzitutto valore simbolico, perché tese a isolare Putin, ritenuto un avversario esistenziale da certo mondo atlantista.

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