Mondo

6 ottobre 2016

L’Isis e il traffico di organi

«L’Isis ha creato un mercato in Turchia nel quale sono venduti organi umani presi dai corpi degli iracheni rapiti dai gruppi terroristici». A dare la notizia è l’Agenzia Fars il 6 ottobre.

 

Secondo l’Agenzia stampa iraniana, gli organi vengono portati «congelati» a «Mosul a Tal Afar a Ninive e a Raqqa in Siria» dove vengono poi rivenduti alla «mafia turca».

 

In particolare, a interessare i trafficanti sono i reni e il cuore. La fonte dettaglia anche i prezzi: «il rene è venduto ad un prezzo di 5.000 dinari iracheni (4.000 dollari), mentre un cuore vale la bellezza di 6.000 dollari».

 

Secondo l’agenzia di stampa, dall’inizio di questo mese l’Isis sta «mutilando e vendendo gli organi del corpo dei bambini iracheni per compensare le perdite finanziarie».

 

Anche lo spagnolo el Mundo, ricorda ancora Fars, aveva riportato la notizia, accennando al «redditizio business» che l’Isis ha così creato a livello internazionale.

 

L’Agenzia iraniana ricorda come lo scorso anno, l’ambasciatore iracheno presso le Nazioni Unite, Mohamed Alhakim, aveva già denunciato l’orrendo traffico, spiegando che i militari di Baghdad, dissotterrando i cadaveri di vittime dell’Isis sepolti in fosse comuni, avevano trovato corpi ai quali erano stati espiantati gli organi.

 

Nota a margine. Non si tratta solo di denunciare un altro orrore made in Isis il cui catalogo è alquanto variegato. Quanto di denunciare un crimine cui di certo non sono estranei compratori occidentali. 

 

Se il traffico di reperti archeologici depredati dall’Isis da Iraq e Siria ha portato tali manufatti sui mercati europei (leggi Nota precedente), possiamo immaginare dove finiscono gli organi di cui alla nota.  

 

Non è la prima volta che si scopre un traffico di organi collegato a una guerra. Era già successo per la guerra nell’ex Jugoslavia, protagonisti i guerriglieri dell’Uck, ai quali l’Occidente aveva dato il compito di “liberare” il Kosovo (analogamente a quel che accade in Siria con i miliziani anti-Assad, anche loro pare dediti a tale lucroso commercio).

 

Danni collaterali di conflitti nati per portare la democrazia e la libertà nel mondo…