Mondo

21 settembre 2016

L’attentatore di NY era noto all’Fbi

La storia dell’attentatore più o meno solitario di New York, l’afgano-americano Ahaman Khan Rahami, presenta «un dettaglio inquietante: due anni fa il padre aveva denunciato all’Fbi il figlio “terrorista”. Qualcosa non ha funzionato?». Così Anna Lombardi sulla Repubblica del 21 settembre.

 

Nota a margine. Invero il punto di domanda finale è alquanto paradossale, dal momento che è del tutto evidente che qualcosa non ha funzionato. Come in Francia e altre volte nelle vicende terroristiche made in Usa, capita un po’ troppo spesso che a colpire siano persone attenzionate dalla sicurezza. Un’attenzione evidentemente fin troppo disattenta.

 

Concentrati su presunte minacce globali, i servizi di sicurezza occidentali dimenticano troppo spesso di sfogliare gli album fotografici più familiari. Con una reiterazione che suscita perplessità e interpella.