Notes

6 settembre 2016

Una preghiera a Madre Teresa

 

La proclamazione della santità di Madre Teresa non ha bisogno di ulteriori nostri commenti (chi vuole può leggere quanto scrivemmo tempo fa). Già troppi i commenti sui giornali, che presto probabilmente saranno dimenticati lasciando un po’ tutto quel che era, ovvero un mondo dove il cristianesimo, come ha più volte ripetuto papa Benedetto XVI, è ormai una fiammella che non trova più alimento.

 

Sicuramente un po’ di questo alimento, oltre che attraverso i sacramenti, e bisogna esser grati a papa Francesco per la sua insistenza sulla confessione, può darlo pregare i santi.

 

In fondo l’importanza della proclamazione della santità della piccola suora di Calcutta, Madre Teresa come la ricorderemo un po’ tutti (come ha detto papa Francesco nell’omelia della messa, che invitiamo a leggere), sta tutta qui: in cielo c’è un’altra santa da pregare; a cui chiedere di intercedere per noi poveri peccatori perché ci sia accordata quella fede, quella speranza e quella carità che in lei è stata tanto manifesta da stupire e toccare il cuore un po’ di tutti, cristiani, atei e gente di altra religione. Ché in fondo, e in principio, la carità è per sua natura ecumenica, ovvero «tutto abbraccia» (san Paolo), senza grandi sforzi umani, che invece ottengono il contrario.

 

Così, riproponiamo una frase di don Luigi Giussani che crediamo sia attinente a quanto scritto sopra: «Noi siamo in un tale degrado universale che non esiste più niente di ricettivo del cristianesimo se non la bruta realtà creaturale. Perciò è il momento degli inizi del cristianesimo, è il momento in cui il cristianesimo sorge, è il momento della resurrezione del cristianesimo. E la resurrezione del cristianesimo ha un grande unico strumento. Che cosa? Il miracolo. È il tempo del miracolo. Bisogna dire alla gente di invocare i santi perché sono stati fatti per questo».

 

Infine, piace rimandare a un filmato. Avevamo già accennato a una Madonnina rimasta in piedi tra le rovine del sisma che ha sconvolto Amatrice e dintorni. Ciò che è successo nella chiesa di San Lorenzo Flaviano è simile, ma forse più eclatante. Anche qui la chiesa è crollata e anche qui la statua della Madonna è rimasta intatta tra le macerie.

 

La piccola chiesa della frazione di Amatrice è dedicata a San Lorenzo martire, che come Madre Teresa testimoniò al mondo la predilezione del Signore per i poveri (per guardare il filmato cliccare qui).

 

Nota  a margine. Chiediamo scusa ai nostri lettori per la latitanza di quest’ultimo periodo: il sito presentava un problema tecnico che siamo riusciti a risolvere con certa difficoltà. Detto questo, non è che in questi giorni siano accadute cose eclatanti sotto il profilo internazionale, tali da doverci rammaricare per aver mancato di darne conto.

 

Purtroppo, però, Piccolenote funzionerà a scartamento ridotto per almeno un’altra settimana causa problemi personali (non gravi) davvero improcrastinabili. Ce ne scusiamo ancora con i lettori, cui chiediamo la pazienza del caso. Arrivederci e grazie della cortese attenzione che riponete nel nostro povero sito.