29 luglio

Siria, la guerra di Aleppo

aleppoIeri l’esercito siriano ha conquistato un quartiere di Aleppo a lungo controllato da al Nusra. Così racconta, dalla città siriana, il dottor Nabil Antaki, dei Fratelli maristi blu, un ordine religioso locale: «Oggi, Bani Zeid è stato liberato dall’esercito siriano. Questo quartiere, occupato per quattro anni dai ribelli di al Nusra (al-Qaeda in Siria), era l’incubo degli aleppini. Infatti, una gran parte dei mortai che sono caduti su Aleppo per anni, facendo migliaia di vittime civili, erano lanciati proprio da Bani Zeid dai terroristi di al-Nusra. La folla nei quartieri esulta, sollevata per non essere più il bersaglio dei terroristi che hanno preso la fuga verso il nord. Corridoi umanitari sono stati aperti dalle autorità governative per consentire ai civili dei quartieri orientali di Aleppo di allontanarsi, in previsione di una prossima liberazione».

Sui corridoi umanitari e sugli sviluppi della guerra siriana abbiamo scritto in precedenza (cliccare qui). Quel che interessa in questa sede è far notare come il dottor Antaki (la cui sollecitudine per la gente travolta da questa tragedia è notoria) racconta di quanto avvenuto.

Quel che in Occidente passa, secondo una narrazione ufficiale e consolidata, come una guerra oppressiva di un tiranno contro l’opposizione armata, dal popolo siriano è vista come una guerra di liberazione.  Non si tratta di una differenza da poco. Dovrebbe interpellare quanti raccontano di questa tragedia.

Chi vuole può leggere una vecchia intervista al dottore Antaki, di rara lucidità (cliccare qui).

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