Mondo

18 luglio 2016

Nizza: cose che non tornano

«Nizza è la città più sorvegliata di Francia, con le sue 1.250 telecamere, una ogni 274 abitanti. E infatti i movimenti del tir guidato da Mohamed Bouhlel sono stati ripresi in ogni possibile inquadratura. Tra le 22 e le 22.30 il camion bianco gira intorno alla Promenade des Anglais. Passa tre volte nel rondò tra rue Fabron e rue Californie, la strada dalla quale entrerà poi sulla passeggiata passando per la rotonda di Magnan». Così Marco Imarisio sul Corriere della Sera del 18 luglio.

 

«[…]Ogni testimonianza, a cominciare dai filmati, racconta di una andatura bizzarra. “Accelerava e poi frenava all’improvviso, per poi ripartire di colpo”. Si tratta della stessa modalità con la quale poco dopo verrà compiuto il massacro di 84 persone. Come mai nessun poliziotto o vigile si è accorto di questa anomalia in movimento? Perché un tir che si sta muovendo in modo quantomeno strano vicino a un obiettivo sensibile non viene fermato per un controllo?».

 

Sulla Repubblica dello stesso giorno, Carlo Bonini spiega che in questa strage troppe cose «cominciano a non tornare». In particolare, riporta il racconto del fratello e delle conversazioni amene con l’attentatore poco prima della strage: sereno e proteso al futuro, non un un uomo depresso pronto al martirio, come da racconto ufficiale.

 

Ancora Bonini: «Per quale diavolo di motivo un uomo che vive a Nizza e che conosce la Promenade come le sue tasche, dovrebbe, per ben due volte [immortalato dalle telecamere ndr.] percorrere una strada dritta come un fuso su cui, da lì a 48 ore, dovrà immolarsi dopo aver fatto strage di innocenti?» In effetti, come scrive Bonini, per un’operazione come quella, «va da sé, non sono necessari sopralluoghi».Che anzi potrebbero destare sospetti, si potrebbe aggiungere.

 

Infine, continua Bonini, c’è la strana corsa del tir al momento della strage: «Lenta, in principio. Poi, dopo una breve sosta, improvvisamente furiosa […] come se a metà di quel tragitto fosse accaduto qualcosa».

 

Nota a margine. Aggiungiamo un’osservazione banale: come è possibile che i poliziotti, avendo il camion forzato le barriere (almeno così pare, dal momento che manca ancora una ricostruzione chiara [sic]) e procedendo su una strada gremita di persone (alcune delle quali già schiacciate sotto le ruote) con corsa lenta, addirittura effettuando una fermata, non abbiano sparato almeno alle gomme? All’incompetenza c’è un limite.

 

Altro particolare curioso: nella foto che pubblichiamo in calce all’articolo, si vede il parabrezza del camion crivellato di proiettili.

 

Ma la parte del guidatore appare intonsa. Ciò ha innescato tesi complottiste riguardo la sparatoria, che non sarebbe stata indirizzata contro il conducente (“non sparate al conducente”, interpretazione larga di un avviso usuale sugli autobus), perché sarebbe esflitrato vivo.

 

Ovviamente non aderiamo alla tesi. Però va pur detto che un corso di tiro al bersaglio ai poliziotti francesi andrebbe pur fatto.

 

Infine segnaliamo che avevamo dato notizia in altre due note di un video sulla strage di Nizza che immortala il momento in cui la polizia ferma il Tir e spara all’attentatore.

 

In rete ne girano alcuni sul tema; quello segnalato è l’unico girato da altra prospettiva e inquadra una scena singolare: la polizia che blocca a terra  un uomo proprio a ridosso del camion. Lo malmena un po’ e poi lo porta via.

 

Avevamo rinviato al link su You Tube, ma stranamente ieri era stato censurato, come recitava l’apposito messaggio, nonostante sia un video come altri (e la censura su You Tube non è cosa usuale).

 

Evidentemente la gaffe è stata tale che oggi il filmato è stato ripristinato (anche perché era stato pubblicato anche altrove e la censura diventava, oltre che inutile, dannosa). Chi vuole adesso lo può vedere ancora qui.
Comunque se dovesse calare ancora la scure della censura, si può visionare anche su questa pagina Facebook (cliccare qui). In ogni caso ne ho fatto copia, condivisa poi in forma privata con alcuni amici. Chi vuole può fare altrettanto…

 

Vorremmo davvero capire chi è il tizio malmenato (un curioso? che sfidando la morte si avvicina dove non dovrebbe essere? E perché bloccarlo e malmenarlo?).