15 luglio

Nizza: la strage, i misteri, le ambiguità

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Il Terrore made in Isis ha scelto il giorno della presa della Bastiglia per attaccare. Data simbolica, meditata con lucida follia da parte della Bestia, che di simboli vive. Stride con l’opera di un lupo solitario, per di più psichiatrico (ma le indagini sono ancora in corso).

Significativa l’arma scelta per l’eccidio, che denota una preparazione meno sofisticata delle stragi che hanno insanguinato la Francia in precedenza. Più facile procurarsi un camion che bombe e kalashnikov (almeno in Europa, negli Stati Uniti non è così).

Arma che rimanda al nuovo “trasporto” dei jihadisti verso tale mezzo: la nuova strategia dei cosiddetti ribelli siriani da alcuni mesi si basa proprio sull’uso dei camion bomba (nuova tattica peraltro esaltata nei resoconti dei media internazionali).

Sul rapporto tra tali jihadisti e l’Occidente, Francia compresa, non ci ripetiamo: chi legge il nostro sito sa bene quali oscuri legami intercorrano, quali inconfessabili segreti nasconda tale tacita alleanza, funzionale al regime-change in Siria.

Alleanza che taglia fuori l’Isis, certo, ma che deve chiudere ambedue gli occhi sugli evidenti legami tra i jihadisti anti-Assad e l’Isis: interscambio di armi e miliziani, alleanze tattiche contro le forze governative, fonti di finanziamenti estere comuni.

Si potrebbe dire, quindi, «chi di camion ferisce di camion perisce». Solo che a morire son sempre altri e non gli apprendisti stregoni che hanno evocato la Bestia.

Loro rimangono sempre al loro posto, nonostante il tragico fallimento della loro politica estera e di sicurezza.

Proprio ieri, sorta di funesto presagio alla strage di Nizza, le Canard Enchainé pubblicava una lettera anonima scritta da agenti dei reparti speciali della gendarmeria (Gign) che denunciavano come non fossero stati fatti intervenire al Bataclan, nonostante fossero allertati e pronti.

Certo, allora erano intervenuti i reparti speciali della polizia, ma quella denuncia anonima sottende altro da una semplice lamentela per essere stati tenuti in disparte: ovvero che la situazione allora fu gestita in maniera poco efficace, se non disastrosa.

Proprio dopo quella strage, qualcuno ricorderà i proclami del presidente Hollande e del premier Valls: la Francia avrebbe portato una guerra senza quartiere contro l’Isis. E, come segnale concreto, avevano inviato la portaerei Clemenceau verso la Siria.

Dichiarazioni che erano state accolte con calore e favore dalla Russia, proprio in quei giorni impegnata a contrastare l’Isis in loco.

Parigi si sarebbe potuta quindi coordinare con Mosca per chiudere definitivamente i conti con Daesh e i suoi affiliati in Siria, cosa che ne avrebbe ridotto la virulenza globale.

Invece, nulla di tutto questo. Due bombardamenti simbolici su Raqqa, che avranno colpito due o tre capre, e tutto come prima. L’inconfessabile ambiguità della politica estera transalpina riguardo il destino della Siria (e dell’Iraq) evidentemente aveva avuto la meglio sulle ragioni della sicurezza nazionale.

Oggi la Francia piange altri morti. Le leggi speciali promulgate all’indomani della strage del Bataclan, che proprio ieri Hollande aveva dichiarato di voler abolire, saranno prolungate.

Si rischia di arrivare alle prossime presidenziali, decisive per il destino “europeo” della Francia, sotto una cappa oscura.

Sta di fatto che tali misure non hanno evitato l’eccidio della Promenade des Anglais (passeggiata degli inglesi) e non ne eviteranno altre, purtroppo possibili.

Servirebbe ben altro. Anzitutto cambiare la politica estera e di contrasto al Terrore.

Ma forse anche le persone al governo, dal momento che le troppe ambiguità del passato (e del presente) in politica estera sembrano limitarne non poco la libertà d’azione.

È questo, infatti, un requisito essenziale per combattere un nemico che invece dà dimostrazione di godere di una libertà d’azione inimmaginabile.  In particolare se si pensa che viviamo in un tempo in cui la “sorveglianza” globale ha raggiunto livelli di sofisticazione altissimi. Evidentemente anche la Bestia ha i suoi perversi misteri gloriosi.

Ps. Le autorità francesi hanno dichiarato che l’attentatore, solo, è stato colpito e ucciso mentre si trovava nell’abitacolo del camion, come sembra evincersi anche dalla sparatoria ripresa in questo video (cliccare qui) e altri, nei quali si vede la polizia sparare appunto contro il conducente.

In quest’altro video amatoriale, che gira su You tube (cliccare qui), si vedono dei poliziotti che danno l’assalto al camion, bloccare a terra un uomo con violenza e portarlo via vivo. Qualcosa da chiarire…

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