21 giugno

Di sotto il cellophane

foto Massimo Quattrucci - testo Fabio Pierangeli
1b5df64e-4a7a-42b5-b671-6208b9e3e076La foto di Massimo mi rimette davanti alcune pagine della vita di Clemente Rebora, così come le ricava dalle opere del grande poeta Fiammetta D’Angelo per un suo libro di prossima pubblicazione per le edizioni Studium.

Il cellophane e la semplicità dell’immagine della vita cristiana che vi è rinchiusa, che vive comunque e attende il gesto del Signore. Silenzioso e clamoroso in Clemente Rebora. Abbracciata la fede, tutto il resto, anche la parola alata della poesia, gli appare quello strato leggero e incatenante. La vita del cristiano la libertà.

“Infine io mi levai come folgorato di pianto – e pensarono i più che io mi fossi sentito male per l’eccessivo lavoro. Da quel momento Dio mi tolse il dono della parola in pubblico, come già da tempo quella dello scrivere – e me la concesse solo nella carità e nell’insegnamento, per quel tanto che la mia miseria faceva alla sua vita”.

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