Riquadri

13 maggio 2016

Andrea Mastrovito, Opere di misericordia

357b3b8d-51c9-45d8-8c23-c19b4839b5acCome si possono dipingere oggi le sette opere di misericordia? La domanda non è peregrina, visto che praticamente da quattro secoli nessun artista di rilievo si è cimentato nell’impresa. Cioè dopo Caravaggio, nessuno. Ci voleva quindi un artista audace per tentarci.

 

L’occasione è stata il recente Giubileo dei Giovani quando gli organizzatori hanno pensato che fosse cosa buona dare una rappresentazione per figure delle sette opere di misericordia corporale, come strumento semplice per farne memoria. Così anziché ricorrere alle solite stucchevoli versione fumettistiche che funestano tanta editoria cattolica, hanno pensato, anche loro audacemente, di chiederlo ad un artista.

 

E la scelta è caduta felicemente su un artista della nuova generazione, capace di usare un linguaggio incisivo, dal ritmo e dal sapore molto contemporaneo. Si chiama Andrea Mastrovito, è di Bergamo ma da qualche anno ha spostato il suo studio a New York. Mastrovito si era fatto notare perché qualche anno fa aveva realizzato una straordinaria Crocifissione, dipinta su quinte di vetro, per la chiesa del nuovo ospedale di Bergamo. Un’opera appunto audace, dalle grandi dimensioni e dall’effetto mozzafiato, che colpisce e commuove chiunque entri a pregare.

 

Mastrovito ha “narrato” le sette opere, disponendole tutte in orizzontale, come si trattasse di un lungo fregio, e legandole con un filo che le percorre tutte. Tecnicamente l’opera è un’incisione, quindi in bianco e nero, e scorre davvero come una striscia. La sua vera forza è però quella di riuscire non solo ad attualizzare le sette opere, ma a comunicarne anche la bellezza umana. Così le figure tracciate con il semplice segno nero sembrano andare tutte all’unisono, quasi facessero un corteo, aggiornato al nostro tempo, delle opere buone.

 

Non c’è sentimentalismo in questa rappresentazione, perché prevale una naturalezza; anzi un gusto, quello del fare gesti gratuiti e amicali verso gli altri. Mastrovito imprime poi un ritmo molto rock a questa sua narrazione, che sembra quasi lo storyboard di un possibile musical. Le opere di misericordia trovano poi una declinazione perfetta sull’attualità. Così, ad esempio, il dare ospitalità ai pellegrini si traduce nell’immagine di persone che tagliano i fili spinati dei nuovi muri.

 

Infine, siccome le opere di misericordia riguardano anche l’artista stesso che le ha disegnate, Mastrovito si è inserito nelle scene nel ruolo dell’uomo che aziona la leva del pozzo per dar da bere a dei bambini, in un contesto di grande povertà. Quindi anche lui viene agganciato dal lungo filo della misericordia. Del resto questa era la condizione implicita perché un’opera così potesse non solo essere fatta, ma alla fine apparire pienamente vera.

 

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