Mondo

11 maggio 2016

L’Arabia Saudita si prepara all’era post-petrolio

«”Il petrolio conterà sempre meno nel futuro dell’Arabia Saudita”. Il principe Mohammad bin Salman lo aveva già annunciato, ma nulla dimostra la serietà delle sue intenzioni più dell’estromissione del potentissimo Alì al-Naimi, ministro del Petrolio da 22 anni, e nei precedenti 15 presidente della compagnia di Stato Saudi Aramco». Inizia così un articolo di Luca Iezzi sulla Repubblica dell’8 maggio, che si conclude spiegando che il cambiamento di rotta è indicato anche nel nuovo nome del ministero, non più del “Petrolio” ma dell'”Energia”.

 

Nota a margine. Una notizia che non ha trovato molta eco, ma dal grande significato. Segnala che l’Arabia Saudita, che deve il suo ruolo internazionale alla produzione dell’oro nero, deve reinventarsi per conservare quel posto che gli ha assegnato la storia recente. 

 

Ad oggi il Paese può contare sull’immane tesoro cumulato in questi anni, che fa del fondo sovrano di Ryad uno dei più ingenti al mondo. Ma se non trova modo di produrre ricchezza in altro modo, il Paese nei prossimi decenni potrebbe retrocedere nel rating geopolitico internazionale. Anche la custodia dei Luoghi Santi dell’islam non costituisce un’assicurazione perenne. 

 

Tale fase di transizione spiega il nuovo attivismo di Ryad. Che punta su un rinnovato attivismo militare (Siria, Yemen, contrasto agli sciiti e a Teheran) e sulla nuova alleanza economico-militare con Turchia e Israele per ritagliarsi nuovi spazi di influenza e opportunità.

 

Ma è una scommessa che Ryad può anche perdere. Non solo per possibili insuccessi nei confronti aperti. Ma anche perché ai progetti dei nuovi alleati oggi è utile il suo ruolo di leadership sui sunniti associato alla sua immensa ricchezza. Non è detto che sia altrettanto utile il solo ruolo religioso.

 

Da capire, infine, se certe tensioni interne emerse nel passato, che hanno attraversato anche la Casa reale, sono state del tutto sopite o se riemergeranno con l’insorgere di nuove difficoltà.