6 maggio

Nuovi terroristi per Aleppo

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Foto di terroristi in un interno: i capi di Jaysh al-Fatah Halab

«La nuova alleanza dei ribelli, Jaysh al-Fatah Halab, l’Esercito della conquista di Aleppo, ha conquistato il villaggio strategico di Khan Touman a Sud della città. Negli scontri con l’esercito governativo ci sono stati almeno 73 morti. La battaglia è stata decisa da un’ondata di veicoli kamikaze di Jabat al-Nusra, l’ala siriana di Al-Qaeda, che si è alleata con i ribelli moderati e guida la controffensiva». Breve notizia di Giordano Stabile sulla Stampa del 6 maggio, che rimanda un video prodotto da questa nuova fazione.

Nota a margine. Buttata là come una banale cronaca di guerra, dà invece indicazioni importanti. Anzitutto che si è formata una nuova alleanza tra al Nusra, fazione dichiaratamente terrorista, e i cosiddetti ribelli moderati.

Evidentemente, come si può notare, il confine tra le fazioni jihadiste anti-Assad, classificate come “ribelli”, e quelle esplicitamente terroriste in Siria è alquanto aleatorio. L’Arabia Saudita, la Turchia e le potenze occidentali continuano invece a distinguere, come fossero cose diverse, così da poter continuare a sostenere, sia a livello diplomatico che bellico, i “ribelli siriani” contro il “dittatore” Assad. Un gioco ambiguo e sempre più scoperto.

Se l’esercito siriano si difende o attacca, ovviamente, la stampa occidentale riporterà la notizia che Assad incrudelisce sui ribelli, senza dare alcun peso all’alleanza da questi stabilita con i terroristi di cui sopra e alle stragi perpetrate da questi in territorio siriano.

Val la pena, infine, confrontare il video diffuso da questa nuova fazione, a cui rimanda l’articolo di Stabile, con un video dell’Isis, ad esempio quello in cui viene bruciato vivo un pilota giordano caduto nelle loro mani (solo per stomaci forti).

Se si confrontano i due filmati, in particolare se di quest’ultimo si va alla parte finale (dal minuto 1.40 in poi), si può notare l’identica fattura, l’identica colonna sonora straniante. Sarà una suggestione, epperò la sensazione che si tratti della stessa casa di produzione resta. E magari anche dello stesso regista.

Qualcuno prima o poi dovrà spiegare ai familiari delle vittime degli attentati di Parigi o di Bruxelles perché Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti in Siria prendono le parti dei terroristi.

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