Mondo

25 aprile 2016

Migranti: la Germania “salvata” dall’Austria

«Durante un incontro a porte chiuse con i capi della Cdu federali e locali, alla Cancelliera è stato chiesto cosa succederà se i profughi arriveranno dall’Italia. Sulle prima, racconta lo Spiegel, Merkel avrebbe glissato, dicendo che Roma deve registrare i rifugiati. Solo quando il capo della Csu al parlamento bavarese, Kreuzer, ha insistito, “e se l’Italia non lo fa e centinaia di migliaia di persone ricominceranno a venire in Germania?”, la cancelliera ha risposto “a quel punto l’Austria chiuderà il Brennero”. Una gaffe che dimostra come Vienna stia facendo il “lavoro sporco” con il blocco della rotta balcanica che sta alimentando la tragedia di Idomeni, ma che sta favorendo anche un sostanziale crollo degli arrivi in Germania, mentre la Merkel continua ufficialmente a cercare soluzioni condivise e comunitarie. E a condannare Vienna» (perché chiude le sue frontiere). Così Tonia Mastrobuoni sulla Repubblica del 24 aprile.

 

Nota a margine. Non si tratta tanto di svelare l’ipocrisia della Merkel, elogiata da Obama per la sua politica di accoglienza («sta dalla parte giusta della Storia»), dal momento che l’ipocrisia appartiene alla politica anche in altre latitudini. Si tratta però di suggerire come la politica sull’immigrazione sia cosa complessa; e che distinguere in materia tra buoni e cattivi, nello specifico tra chi vuole l’accoglienza e chi la rigetta, è anch’esso esercizio complesso. 

 

Tragedia che andrebbe affrontata con la serietà del caso. Ad oggi la Germania, arrogandosi il diritto di agire in nome e per conto dell’Europa, immagina di aver arginato il fenomeno attraverso l’accordo con la Turchia e quello, sottobanco, con l’Austria. Non si affronta, né tantomeno si risolve con mezzucci del genere un dramma epocale…